La giunta firma, lunedì arriva Rolleri

Via Varrassi, ora è ufficiale. Il nuovo manager si ritrova subito ad affrontare una mega selezione con 450 partecipanti

    di Antonella Formisani

    TERAMO. L’era Varrassi è finita, perlomeno alla Asl di Teramo. Ieri mattina la giunta regionale ha approvato all’unanimità la proposta del presidente Gianni Chiodi che ha indicato Paolo Rolleri, 52 anni di Genova, come direttore generale. La nomina ufficiale gli è stata notificata già ieri pomeriggio via mail e forse già lunedì Rolleri - già manager della Kpmg, società che si è occupata del piano di rientro sulla spesa sanitaria - potrà prendere servizio in circonvallazione Ragusa. «Tutti noi riponiamo grande fiducia e notevoli aspettative, nel direttore generale indicato dal governatore, per un miglioramento di quello che non va alla Asl», commenta l’assessore regionale Paolo Gatti che poi scherza: «Si chiama Paolo è già un buon inizio».

    Il nuovo manager arriva in un momento in cui non si è ancora spenta l’eco sulle polemiche circa l’operato di Varrassi. E sarà chiamato subito ad occuparsi di alcune questioni in sospeso, come quella della selezione per operatori socio sanitari (Oss).

    SELEZIONE PER 450 OSS. Una delle prime patate bollenti per Rolleri riguarda l’avviso pubblico per operatori socio sanitari. La Asl ha pubblicato il 29 luglio un bando-lampo: i candidati avevano pochi giorni di tempo, cioè fino all’8 agosto, per presentare la domanda. Alla Asl ne sono arrivate circa 500, ma sono state ammesse 450. In ballo ci sono contratti a tempo determinato (per legge fino a 36 mesi). Come di prassi nel bando non sono stati specificati quanti saranno i posti, ma si mormora che saranno parecchie decine. La posta in gioco, di questi tempi, è alta. Proprio per questo i sindacati hanno eccepito alla Asl che soli 10 giorni per partecipare sono pochi. «Abbiamo sollecitato la Asl a riaprire i termini», osserva Amedeo Marcattili, «10 giorni in piena estate sono pochissimi. Così è stata preclusa la possibilità di partecipare a molti. Ma la Asl ha ignorato la richiesta». Le selezioni - i candidati, oltre che per i titoli verranno valutati anche con un colloquio - inizieranno il 5 dicembre. «Decine di Oss sono stati tagliati fuori», incalza Andrea Salvi della Fp Cisl, «ad esempio molti in quelle ore conseguivano l’attestato per il corso alla Consorform e non hanno fatto in tempo. E poi c’è la questione della tutela dell’occupazione dei circa 60 Oss ora impiegati dalle cooperative nei quattro ospedali, che non possono essere lasciati a piedi. Segnaleremo il problema al nuovo manager, per cercare delle soluzioni, ad esempio fare un altro avviso pubblico».

    LE POLEMICHE SU VARRASSI. Non si spegne l’eco delle lodi sperticate fatte dal segretario provinciale del sindacato dei medici di base Fimmg Ercole Core all’ormai ex direttore generale. Il medico-sindacalista l’ha elogiato anche per il «potenziamento degli ospedali di Atri e Giulianova». Il Pd di Atri ha già replicato duramente per il San Liberatore, ora tocca al sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro: «Forse è un errore, manca un “de”. Varrassi ha dato un colpo ferale all’offerta sanitaria della provincia spezzettando, penalizzando e chiudendo reparti all’ospedale di Giulianova. Uno spacchettamento, quello del nostro ospedale, iniziato in realtà già col precedente manager Molinari e quindi con la giunta Del Turco. Quello dei medici di base è un giudizio miope e affrettato, chiedano ai cittadini». Anche Valdo Di Bonaventura, consigliere comunale a Teramo di “Città di virtù” e promotore della petizione “Varrassi sLoggia” che ha raccolto più di seimila firme critica i complimenti a Varrassi. «Stupiscono le dichiarazioni del dottor Core, anche quelle relative alla Uccp (i “mini ospedali” aperti con i medici di base a Villa Rosa, Sant’Egidio e Montorio, ndr). Sono importanti, in teoria servono a migliorare l’assistenza sul territorio poi però scopriamo quanti disagi stanno causando, ad esempio a Montorio: 7 medici di base si sono trasferiti nella sede della Uccp a due chilometri dal paese, che oltre ad essere lontana ora è anche congestionata. Dulcis in fundo: l’accordo con i medici che aderiscono prevede che prendano 11 euro in più per ogni assistito, cioè 1.500 euro in più al mese, più 60 euro all’ora per chi lavora il sabato mattina e nessuna spesa per l’affitto degli ambulatori nell’Uccp. Forse per questo lo definiscono “lungimirante” nella nota».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    30 novembre 2013

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