Gli studenti del Montauti colorano di nuovo la città

Addio stanze grigie al Comune: i ragazzi dell’Artistico regalano le loro opere da esporre negli uffici. Sono sculture, scenografie e bassorilievi bellissimi

TERAMO. Non più uffici comunali grigi, d'ora in poi le stanze dell'amministrazione cittadina saranno illuminate dalle opere degli studenti del liceo artistico Montauti di Teramo. E' questo il senso dell'iniziativa "L'Artistico colora la Città", presentata ieri mattina in una gremita sala San Carlo al museo archeologico. "Il liceo Montauti scenda in campo sul territorio": un anno fa l'assessore comunale all'istruzione Piero Romanelli si era rivolto all'istituto con questa richiesta, da qui l'idea del progetto. E ieri mattina, alla presenza degli allievi e dei rappresentanti delle due istituzioni, si è tenuta la consegna delle opere che andranno ad abbellire gli uffici del Comune:sculture, bassorilievi e le scenografie che già hanno fatto da sfondo al Premio internazionale Gianni Di Venanzo, con il quale la scuola collabora da anni. L'incontro ha visto gli interventi della dirigente scolastica Loredana Di Giampaolo, del maestro ed ex professore del liceo Sandro Melarangelo, di Umberto Palestini, direttore artistico del museo Arca e presidente del consiglio d'istituto del Montauti, dell'assessore Romanelli e della professoressa Rita Cerino. A Melarangelo, memoria dell'artistico, il compito di ricordare la storia e i nomi che hanno fatto grande il liceo. «Il Montauti è nato da una costola dell'artistico di Pescara che allora era una scuola d'avanguardia, anche se oggi l'istituto teramano è indipendente e autonomo», ha spiegato il maestro. «Il liceo cittadino è stato fondato da Nerio Rosa che allora scelse i migliori allievi usciti dal liceo di Pescara per farli insegnare a Teramo». Sull'importanza di una presenza visibile del liceo sul territorio hanno posto l'accento anche Palestini e Cerino: «Sarebbe opportuno moltiplicare queste occasioni e creare un filo diretto tra la scuola e la città, perché forse il Montauti è poco conosciuto, ma è una fucina di possibilità, creatività ed eccellenze». Da qui è nata un'altra idea, quella di una collaborazione regolare con la sala espositiva di Via Nicola Palma, che dia alla scuola la possibilità di esporre mostre con maggiore frequenza. Ma il liceo ha già dato prova di poter fare di più, come ha sottolineato Antonio Salamino. Il professore di figura e ornato del liceo ha ricordato le opere di arredo urbano già realizzate dalla scuola in diversi punti della città. «Voi studenti dell'artistico siete considerati strani, perché avete avuto il coraggio di seguire la vostra passione, l'arte»,

aveva scherzato all'inizio Romanelli. Forse a dar prova di coraggio a questo punto, dovrebbe essere proprio l'amministrazione, valorizzando e impiegando di più i tanti talenti artistici del liceo che già nell'arredo urbano hanno dato prova delle proprie potenzialità. (e.m.)

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