Pugnala la madre ma non sa dire il motivo

Pineto: la donna migliora, il figlio rischia la perizia psichiatrica e la patria potestà

       PINETO. Interrogato dal giudice che ne ha convalidato l'arresto per tentato omicidio, Luca D'Anastasio ha ammesso di aver accoltellato la madre ma ha detto di non sapersene spiegare i motivi. «Ero in trance», questa la frase-chiave del suo interrogatorio. Una frase che sembra confermare la gravità dei disturbi psichiatrici di cui l'uomo, invalido al 100%, soffre da tempo.  Ed è intorno a questa patologia che ruotano gli sviluppi giudiziari del tentato matricidio di mercoledì mattina a Pineto. Innanzitutto la misura cautelare che verrà decisa per D'Anastasio, poi la decisione sulla sua capacità di affrontare un processo. Che verrà presa quasi sicuramente sulla base di quanto stabilirà una perizia psichiatrica. Il pm Silvia Scamurra, titolare del caso, si appresta a disporla per far luce sull'infermità mentale dell'arrestato al momento dei fatti.  Intanto il gip Giovanni de Rensis, nel convalidare l'arresto, si è riservato sulla misura cautelare da adottare. I legali del 33enne feritore - gli avvocati Ida Nardi e Luca D'Ambrosio - hanno chiesto una misura alternativa al carcere, sostenendo che la patologia di cui soffre il proprio assistito è incompatibile con la detenzione. «Si tratta di una patologia conclamata», dice Ida Nardi, «e attestata da diverse relazioni mediche». La cosa stride con il fatto che Luca D'Anastasio è sposato con una donna filippina ed è padre di una bimba. «Ma è diventato ma
    rito e padre prima che i suoi disturbi si aggravassero», spiega Ida Nardi, «alcuni anni fa ha avuto una grave emorragia che ha aggravato la patologia di cui soffriva fin da bambino». Di qui il riconoscimento dell'invalidità del 100%, arrivato nel 2009. Però - e questo è un aspetto che andrà approfondito dagli inquirenti - la patria potestà non gli è stata mai tolta.  Le condizioni di M.S. di 54 anni, la madre di D'Anastasio, ricoverata all'ospedale di Pescara con un polmone perforato dalla coltellata che il figlio le ha sferrato alle spalle, sono migliorate. I carabinieri attendono che possa parlare per sentire la sua versione. Per quanto riguarda il rapporto madre-figlio, e quindi eventuali motivi che potrebbero aver scatenato la furia di D'Anastasio, le versioni sono divergenti. Secondo i carabinieri, che hanno ascoltato familiari e vicini, tra madre e figlio le liti sarebbero state frequenti e violente perché la donna, a quanto pare, non accettava fino in fondo la malattia del figlio e lo invitava continuamente a trovarsi un lavoro. I difensori di D'Anastasio la vedono diversamente. «Non c'era alcuna tensione», dice Ida Nardi, «non c'erano liti, urla né insulti. Lui stesso ha detto al giudice: non avevo alcun motivo di accoltellare mia madre».  Va infine precisato che M.S. attualmente non aveva un compagno. Ad accorrere in sua difesa è stato il suo ex convivente, che in questi giorni di maltempo veniva ospitato in casa dalla donna e dormiva su un divano nel salotto. Un gesto di cortesia che forse le ha salvato la vita.

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    10 febbraio 2012
     

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