TERAMO. I due Bim teramani avranno destini opposti. Il Bacino imbrifero montano del Tronto sarà eliminato, ma non quello del Vomano-Tordino. E' il risultato che si profila dopo che ieri è scaduto il termine fissato dalla Regione per il rilascio, da parte degli oltre 30 Comuni interessati, dei pareri sullo scioglimento dei consorzi. L'invio dei documenti è ancora in corso, rallentato dal maltempo, ma il fronte contrario ai Bim ha sfondato sul Tronto. Sei degli 8 Comuni che fanno parte dell'ente si sono espressi per la soppressione. Controguerra, Sant'Egidio, Colonnella, Rocca Santa Maria, Valle Castellana e Ancarano hanno predisposto l'atto che sollecita la Regione a cancellare il consorzio. All'appello mancano Civitella, dove il sindaco
Gaetano Luca Ronchi ha chiesto una proroga pur essendo orientato allo scioglimento, e Martinsicuro con
Abramo Di Salvatore che affronterà la questione in giunta entro la fine della settimana. I pareri già sicuri bastano però a far dire al sindaco di Controguerra
Mauro Scarpantonio che il Bim del Tronto è morto, abbiamo vinto contro politica e partiti››. Sul versante del Vomano-Tordino il sindaco di Penna Sant'Andrea
Antonio Fabri ha guidato la cordata per la cancellazione. Al suo fianco i colleghi
Stefania Guerrieri (Rocca S.Maria) e
Vincenzo Esposito (Valle Castellana). I contrari alla sopravvivenza del consorzio, però, sono rimasti in minoranza. Un'indicazione significativa è arrivata dall'ass
emblea con i rappresentanti dei 26 Comuni del Vomano-Tordino di martedì. Il presidente
Franco Iachetti è stato confermato quasi all'unanimità: ha ottenuto 28 voti, a fronte di un'astensione e 8 assenze. Intanto "Progresso giuliese" si scaglia contro il Pd per aver mantenuto in vita il Bim Vomano-Tordino e accusa il sindaco Mastromauro di essere un autocrate per non aver rimesso al consiglio la scelta sul consorzio. (g.d.m.)
9 febbraio 2012
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