Parolisi fa sparire i messaggi ai trans

I Ros li recuperano tutti. La criminologa dei Rea svela: è un uxoricidio da possesso

       TERAMO. Il computer di Parolisi svela molti segreti, anche quelli che il caporal maggiore ha cancellato. Gli esperti dei Ros hanno scoperto che ogni volta che il militare chattava con siti trans provvedeva a far sparire tutto con appositi programmi. Per recuperare il contenuto di quei messaggi i militari sono andati anche alla Microsoft. Ma per trovarli hanno dovuto frugare nei pc dei destinatari.  Non è emerso nulla che possa avere una relazione diretta con l'omicidio di Melania, quello di cui Salvatore Parolisi è imputato, ma è evidente che queste rivelazioni servono ai pm Davide Rosati e Greta Aloisi per puntellare ulteriormente l'impianto accusatorio che sostiene il movente passionale, laddove le indagini rivelano un matrimonio in frantumi e un imputato che dopo la scomparsa della moglie ha dei comportamenti quantomeno inquietanti visto che il 20 aprile, mentre tutti cercano Melania, va in caserma e chatta con siti trans. E nuove verità arrivano anche dal pc di Ludovica, la soldatessa amante di Parolisi. Gli investigatori hanno recuperato i tanti messaggi che il caporal maggiore inviava alla donna e che, secondo l'accusa, confermano che la ragazza dice il vero quando racconta che era Parolisi a cercarla continuamente. Intanto Mauro Gionni, il legale della famiglia Rea, ha depositato una memoria in cui annuncia che la famiglia della vittima si costituirà parte civile e una relazione della criminologa Margherita Carlini, perito di parte. La Carlini spiega la genesi e l'identikit
    del crimine che «può essere considerato un omicidio di prossimità», ovvero quegli omicidi che si consumano in un contesto di relazione. «Le vittime di questa tipologia di omicidi», sostiene la criminologa, «sono prevalentemente donne che hanno un'età compresa tra i 25 e i 35 anni. In Italia circa ogni 96 ore viene uccisa una donna dal proprio marito, convivente, fidanzato o ex. Gli autori degli omicidi sono uomini, in più del 75% dei casi, mariti o conviventi. La maggior parte di questi omicidi é preceduta da maltrattamenti». Secondo la consulente della famiglia Rea «la violenza in una coppia non si presenta in modo improvviso e casuale, ma segue meccanismi ben precisi che vengono definiti come spirale del controllo e della violenza. Le fasi di violenza vengono alternate a false riappacificazioni. Sono i momenti in cui l'aggressore chiede scusa per i suoi comportamenti. Questa fase é falsa e serve all'uomo per creare ancora più confusione nella donna». Intanto é attesa per le prossime ore la decisione del gip Marina Tommolini sulla richiesta di rito abbreviato condizionato a una super-perizia presentata dai legali di Parolisi.

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    9 febbraio 2012
     

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