TERAMO. Parolisi: il gip decide entro sabato. Dalla presentazione dell'istanza (depositata lunedì) il giudice ha cinque giorni, anche se non è un termine perentorio, per accogliere o respingere il rito abbreviato chiesto dalla difesa. Un abbreviato che, per i legali del caporal maggiore, è condizionato solo all'accoglimento di una super perizia sull'ora della morte di Melania Rea. A decidere sarà il gip
Marina Tommolini, visto che l'altro gip
Giovanni de Rensis ha accolto il giudizio immediato e quindi per il codice penale è incompatibile ad esprimersi anche su questa richiesta. Qualora il giudice dovesse dire no all'abbreviato,
Salvatore Parolisi - accusato di aver ucciso a coltellate la moglie
Melania Rea nel bosco di Ripe - comparirà davanti alla corte d'Assise il 27 febbraio. Sulla richiesta di rito abbreviato polemizza l'avvocato
Mauro Gionni, difensore della famiglia Rea. «Ora che il processo é stato fissato, non ha prove da portare, rinuncia al dibattimento, solo per avere lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Come sempre, solo annunci mediatici che non si traducono mai in scelte conseguenti», dice Gionni, «scelta legittima, prevista dal codice penale, ma Parolisi aveva detto che non vedeva l'ora del processo per portare le sue prove a discarico». La difesa di Parolisi, dunque, prova a scardinare l'accusa mettendo in discussione uno dei suoi capisaldi: l'ora della morte. Gli avvocati
Valter Biscotti, Nicodemo Gentile e
Federica Benguardato chiedono ulteriori approfondimenti medico-legali. Fondamentale per gli avvocati accertare la massima certezza l'ora della morte che, così come stabilita dal medico legale
Adriano Tagliabracci, è uno degli indizi contro Parolisi. Secondo l'autopsia Melania è stata uccisa tra le 14.30 e le 15 del 18 aprile: per la procura a quell'ora il caporal maggiore era con la moglie nel bosco di Ripe. Ma i legali chiedono anche nuove audizioni di due testi chiave: il militare del Reggimento di Chieti che il 18 aprile era di sentinella a monte della strada provinciale tra Colle San Marco e il bosco di Ripe e uno dei ragazzi che tra le 14.30 e le 15.30 del 18 aprile erano a Colle San Marco. Il primo ha sempre detto di non aver visto l'auto di Parolisi e il secondo è l'autore delle foto scattate alle altalene del pianoro ascolano nell'ora in cui il marito di Melania sostiene di essere stato lì con la figlioletta. Ma in quelle foto il militare non c'è. Parolisi, intanto, si prepara ad affrontare un'altra battaglia giudiziaria: quella per la figlia. Il 23 aprile ci sarà l'udienza al tribunale dei minori di Napoli per discutere della richiesta di revoca della patria potestà. Nel frattempo la piccola è stata affidata ai nonni materni. Il tribunale ha stabilito che Parolisi può incontrarla ogni tre settimane, ma non l'ha mai vista perchè un altro giudice ha sospeso le visite in attesa di una perizia. (d.p.)
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8 febbraio 2012
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