GIULIANOVA. Dopo aver affittato il suo bar di Martinsicuro ha organizzato una rapina per rientrare in possesso della licenza commerciale e della somma sborsata per riaverla, rivolgendosi a un complice come autore materiale. Ma la vittima li ha denunciati entrambi. In carcere, per concorso in rapina aggravata, sono finiti
Claudio Ridolfi, 50 anni, di Giulianova, e
Thomas Di Eugenio, 25 anni, di Tortoreto. I due sono stati arrestati su esecuzione di due ordinanze di custodia firmate dal gip
Giovanni de Rensis su richiesta del pm
Stefano Giovagnoni. Le indagini sono state delegate alla squadra mobile guidata da
Gennaro Capasso. Secondo la ricostruzione fatta dalla questura, nello scorso mese di ottobre Ridolfi, titolare di un bar a Martinsicuro, aveva affittato l'attività commerciale a L.C., un imprenditore giuliese. Qualche mese dopo aveva deciso di rientrarne in possesso. Ma per farlo avrebbe dovuto ridare indietro a L.C. la caparra di tremila euro. Secondo la polizia l'uomo avrebbe progettato di accompagnare il gestore da un notaio, per fargli firmare la rinuncia alla licenza in cambio della restituzione della caparra di tremila euro, e di farlo poi rapinare dal complice. Dopo essere stati dal notaio i due si sarebbero recati all'ufficio commercio del municipio di Martinsicuro per formalizzare l'avvenuta voltura della licenza. All'uscita dall'ufficio comunale, Ridolfi avrebbe offerto un passaggio in auto a L.C. fino alla sua abitazione di Giulianova, ma nel corso del tragitto lungo la statale 16, a To
rtoreto, l'uomo avrebbe fermato la macchina costringendo il passeggero a salire sul mezzo condotto dal complice Di Eugenio. Qui, dopo poche decine di metri, sempre secondo la ricostruzione fatta dalla polizia, Di Eugenio avrebbe estratto un coltello e sotto la minaccia di questo si sarebbe fatto consegnare il denaro che sapeva essere in possesso dell'uomo perché ricevuto poco prima da Ridolfi. La vittima era stata lasciata a piedi lungo la statale Adriatica, vicino Tortoreto. La vicenda era finita sul tavolo della squadra mobile dopo la denuncia dell'imprenditore giuliese e da qui l'inchiesta che, dopo una serie di accertamenti e riscontri bancari, ha portato alla emissione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite nella mattinata di ieri. (d.p.)
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8 febbraio 2012
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