Omicidio di Torricella, no al rito alternativo

       TERAMO. Niente rito abbreviato per Francisca Binicio Medina, la dominicana di 27 anni in carcere con l'accusa di aver ucciso con dieci coltellate l'ex imprenditore Carmine De Luca, 67 anni. Il gip Giovanni de Rensis ha respinto la richiesta presentata dalla difesa che aveva chiesto un rito abbreviato condizionato a due perizie: una sul Dna del sangue trovato nella casa della vittima e un'altra su una chiavetta di connessione internet. La donna, che nel corso dell'interrogatorio con il pm ha detto di non aver ucciso l'uomo, sostiene che il sangue trovato nella casa di Torricella non sia suo e che nel giorno in cui l'uomo è stato ucciso lei era connessa ad internet e quindi non può aver agito. Il gip, però, ha respinto la richiesta di abbreviato condizionato alle perizie. Il processo inizierà il 17 febbraio dopo che il pm Davide Rosati ha chiesto ed ottenuto il giudizio immediato.  Francisca Binicio Medina è arrivata a Teramo a settembre dopo essere stata dimessa dall'ospedale di Genova dove era stata ricoverata la sera del suo arresto avvenuto a giugno. La dominicana si era procurata una lesione a un polmone e fratture a un braccio e a una gamba nel tentativo di fuggire dalla caserma dei carabinieri di Forte San Giuliano buttandosi da una finestra al primo piano.  Con lei si era ferito anche un carabiniere del comando provinciale di Teramo, arrivato a Genova per procedere al fermo, che aveva cercato di bloccarla mentre lei tentava il suicidio.

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    7 febbraio 2012
     

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