Muore per le ustioni dopo 40 giorni di agonia

Montefino, il pensionato si era bruciato in campagna. Domani i funerali

    di Evelina Frisa  MONTEFINO. Bruno Sagazii, il pensionato 76 enne di Montefino che il 23 dicembre scorso si era ustionato su gran parte del corpo bruciando sterpaglie nel suo terreno, non ce l'ha fatta ed è morto alle quattro della notte tra sabato e ieri a Roma, nell'ospedale Sant'Eugenio dove era stato ricoverato dopo l'incidente. I funerali si svolgeranno domani alle 14 nella chiesa di San Giacomo Apostolo di Montefino e la salma verrà tumulata nel cimitero di Castilenti, paese del quale l'uomo era originario. La salma, salvo problemi legati al maltempo, rientrerà in Abruzzo domani mattina.  Le condizioni di Sagazii erano apparse subito disperate. Con l'eliambulanza era stato trasportato prima all'Aquila e poi, già in coma, a Roma, nel reparto grandi ustionati del Sant'Eugenio, dove non ha mai ripreso conoscenza. I medici dell'ospedale romano hanno cercato di fare tutto il possibile per salvarlo, tanto che i familiari hanno sperato fino alla fine in una possibile ripresa, ma così non è stato. L'uomo si è spento all'alba di ieri.  L'infortunio era avvenuto nella tarda mattinata del 23 dicembre scorso, quando il pensionato ha deciso di bruciare piccole sterpaglie forse utilizzando della benzina. Un ritorno di fiamma lo ha investito provocandogli ustioni di secondo e terzo grado su gran parte del corpo. È stato soccorso dall'ambulanza del 118 di Bisenti e poi trasportato in elicottero all'ospedale dell'Aquila. Da qui, nel pomeriggio, è stato trasferito nel reparto grandi ustionati dell'ospedale romano. I
    primi soccorsi sono arrivati da alcuni familiari del pensionato, che hanno subito dato l'allarme. Sagazii prima di andare in pensione ha svolto l'attività di agricoltore e allevatore di bovini, gestendo la ditta di famiglia insieme al fratello in una contrada del paese dove ha vissuto fino alla pensione. Da circa dieci anni aveva lasciato l'attività e si era trasferito da una delle due figlie nel centro di Montefino. Era riuscito a combattere una difficile malattia e dopo essere guarito amava dedicarsi al giardinaggio e a piccoli lavori in campagna. L'uomo lascia la moglie Maria, le figlie Pierina e Patrizia e tre nipoti.

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    6 febbraio 2012
     

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