Mosciano riduce gli assessori da 6 a 4

Il sindaco: torno nel Pd. Gli operai Sogesa lo contestano

    di Luca Lattanzi  MOSCIANO. Modificato lo statuto comunale a Mosciano Sant'Angelo. Nel consiglio comunale di giovedì, infatti, il sindaco Orazio Di Marcello ha ottenuto i nove voti di maggioranza utili a portare a termine l'iter di modifica statutaria mediante il quale la giunta sarà ora composta non da sei, ma da quattro assessori.  Decisivo è stato il voto di Simona Di Matteo, consigliere del Partito Democratico, che lunedì era entrata a far parte del gruppo Mosciano Rinnovamento insieme ad altri tre consiglieri di maggioranza, ma che è poi tornata inaspettatamente sui suoi passi, assicurando in tal modo la maggioranza dei votanti al sindaco Di Marcello. Una decisione che Simona Di Matteo ha detto di aver preso dopo un'attenta analisi degli obiettivi del nuovo gruppo consiliare e nella convinzione che, come consigliere comunale, può cambiare le cose dall'interno senza spaccare la maggioranza.  Al termine della votazione il sindaco Di Marcello ha annunciato di aver ritirato la propria autosospensione dalla sezione moscianese del Partito Democratico. «Il mio gesto ha scoperchiato la pentola ed è servito a mettere a nudo le contraddizioni di alcuni consiglieri. Si è scoperta una tresca che da fuori cercava di lavorare contro l'amministrazione», ha dichiarato Di Marcello, che è stato ringraziato dal segretario locale del Pd Fernando Cianella, che ha così elogiato il consigliere Simona Di Matteo: «Ha capito che all'interno del nuovo gruppo ci sono consiglieri che hanno int
    eressi personali ed operano solo per essi e, prendendo atto di ciò, ha deciso di tornare all'interno del gruppo del Pd e di sostenere l'azione amministrativa della maggioranza».  Una contestazione al sindaco e all'amministrazione si è avuta all'inizio della seduta da alcuni operai Sogesa, presenti in sala per portare all'attenzione la loro condizione di precarietà. Il sindaco Di Marcello aveva accettato di riceverli al termine della seduta in presenza dell'amministrazione comunale, ma non di esponenti dell'opposizione. A sentire tali parole gli operai hanno abbandonato il consiglio in chiaro disaccordo con la proposta del sindaco, che alcuni di essi hanno anche pesantemente insultato.

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    4 febbraio 2012
     

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