Minora: per salvare dai tagli i giudici di pace noi sindaci pagheremo il personale

       NERETO. Il sindaco di Nereto, Stefano Minora, si aspettava un numero maggiore di sindaci alla riunione convocata per salvare l'ufficio del giudice di pace. ‹‹Forse il rischio della soppressione non interessa tutti››, esordisce il primo cittadino, che stigmatizza anche l'assenza dell'opposizione in consiglio, «ma perdere l'ufficio giudiziario significa impoverire non Nereto ma l'intero comprensorio, costringendo i cittadini alla trasferta a Teramo per ricorrere, magari, ad una semplice contravvenzione. Comunque non abbiamo più tempo da perdere, il rischio è alto ed è dietro l'angolo. Per salvare la nostra ex pretura occorre che l'Unione di Comuni si accolli le spese del personale. È l'unica soluzione possibile››.  Minora evidenzia che il suo Comune paga già parte delle spese di utenza del palazzo di giustizia e traccia così la strada da seguire: ‹‹Di fatto, di quattro dipendenti, due sono in distacco dai Comuni di Corropoli e Ancarano, a cui compete il salario; le restanti due unità dovremmo accollarcele noi come Comuni della Val Vibrata. Il prossimo passo sarà la quantificazione dei costi reali».  Minora conclude: ‹‹Ho avuto garanzie dell'interessamento del consigliere regionale del Pdl Emiliano Di Matteo e abbiamo investito della questione i parlamentari teramani››. (a.d.p.)
    3 febbraio 2012
     

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