GIULIANOVA. «I sei sindaci come Schettino», è lo striscione più grande affisso davanti al polo tecnologico di Grasciano dai dipendenti Sogesa, in sciopero da ieri mattina. Uno slogan, riferito al capitano coinvolto nella tragedia della Concordia, che lascia ben intuire il malcontento dei 70 operai in cassa integrazione, stanchi di dover subire incertezze riguardo il proprio futuro lavorativo. Lo sciopero continuerà ad oltranza, assicurano i lavoratori, finché non verranno date risposte certe.
IL BLOCCO. Nessuno dei pochi dipendenti Sogesa ancora impiegati negli uffici amministrativi di Grasciano ieri mattina ha varcato la soglia della discarica: gli operai hanno protestato lungo la strada che conduce al vecchio invaso e dove, prima o poi, dovrebbero cominciare le operazioni per la realizzazione di Grasciano 2, la nuova discarica attesa da tutta la regione. I lavoratori hanno bloccato la strada accendendo dei falò, e manifestando il proprio disappunto con striscioni con su scritto «Sogesa è morta... gli operai no!», e «I sei sindaci come Schettino», contro i primi cittadini di Bellante, Notaresco, Morro d'Oro, Mosciano, Roseto e Giulianova, in pratica i comuni che formano il consorzio Cirsu, di cui Sogesa era il braccio operativo che, fino a qualche mese fa, si occupava della raccolta dei rifiuti. La richiesta di liquidazione volontaria da parte di Sogesa, impossibilitata a pagare gli stipendi dei lavoratori, ha reso ancora più incerto il destino dei dipendenti, i
n cassa integrazione ancora per pochi mesi. C'è da ricordare che altri 40 operai, addetti alla gestione dell'immondizia sul territorio di Giulianova, sono stati assorbiti dalla Ecologica Sangro a fine dicembre. I lavoratori, che sottolineano come ieri nessun responsabile della società abbia incontrato o contattato telefonicamente i dipendenti in sciopero, hanno chiesto un incontro al prefetto
Eugenio Soldà.
I MOTIVI. I 70 operatori protestano contro la mancanza di certezze sul proprio futuro e su quello della raccolta dei rifiuti nel Teramano. Ma sott'accusa è anche il disinteresse dimostrato dalla società nei confronti delle richieste della Rsu aziendale. «I sindacati sono assolutamente contrari alle ipotesi circolate in questi giorni sulle possibili gare-spezzatino per l'affidamento dei servizi di raccolta, trasporto, smaltimento e lavorazione dei rifiuti che sarebbero nei piani di Sogesa e di Cirsu», affermano i lavoratori. «Riteniamo inaccettabile che il consorzio ed i Comuni soci spacchettino in maniera brutale un patrimonio che negli anni è stato pressoché interamente finanziato attraverso fondi pubblici. Qualsiasi decisione riguardo il futuro dei 70 lavoratori dovrà essere prima discussa e vagliata dai sindacati. Chiediamo con forza l'apertura di una tavolo negoziale con tutti gli attori coinvolti. Il futuro di 70 famiglie e della questione dei rifiuti deve essere deciso in maniera trasparente».
Sandro Petrongolo © RIPRODUZIONE RISERVATA
31 gennaio 2012
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