di Sandro Petrongolo
ROSETO. Borsacchio sì, Borsacchio no. La seconda commissione consiliare della Regione visita la riserva compresa nei territori di Roseto e Giulianova ed ascolta le proposte dei due Comuni e delle associazioni: gli uni interessati a realizzare i progetti edilizi ostacolati dall'insistenza di porzioni di territorio all'interno della riserva; le altre, insieme ai partiti di sinistra, intenzionate a tutelare l'area naturale in toto. Numerosi esponenti del consiglio regionale si sono ritrovati ieri mattina, facendo tappa all'interno della sede dell'Ente porto di Giulianova, per effettuare un sopralluogo ed esaminare da vicino la questione della riperimetrazione del Borsacchio, che dovrebbe concludersi a fine febbraio, quando in consiglio approderà la legge definitiva. Per il momento si ipotizza che la Regione ponga fine all'annosa vicenda estrapolando una grossa fetta della porzione del territorio di Giulianova ed una più piccola del comune di Roseto dal perimetro. Non sembra in dubbio, al di là di alcune divergenze, la costituzione della riserva, che viene chiesta a gran voce dai due comuni e da quasi tutti i gruppi politici regionali. «Chiudiamo la diatriba sui confini, convochiamo il comitato di gestione, approviamo il Pan (piano di assetto naturalistico)», ha dichiarato il sindaco
Enio Pavone, «ma avviamo la riperimetrazione a costituiamo davvero la riserva». Secondo Pavone non serve a nulla inglobare nell'area naturale zone antropizzate come contrada Giammartino, Cologna Spiaggia o l'Annunzi
ata di Giulianova. Un punto sul quale è d'accordo anche il sindaco di Giulianova
Francesco Mastromauro, che ha spiegato come l'insistenza di una parte del suo comune nel Borsacchio (zona di via dei Pioppi), «già antropizzata, che non ha quindi connotazioni di riserva, comporta un danno sia per il pubblico che per il privato», perchè impedisce di rispettare gli obblighi del Contratto di quartiere dell'Annunziata. L'assessore provinciale all'urbanistica
Vincenzo Falasca ha ribadito l'importanza di tutelare il paesaggio, al di là delle scelte che verranno adottate, e denunciato come finora in provincia si sia edificato troppo. Affermazioni condivise dal consigliere di Rifondazione Comunista
Maurizio Acerbo e dai gruppi ed associazioni che si battono contro la riperimetrazione o l'abolizione della riserva, posizione quest'ultima sostenuta da
Lanfranco Venturoni del Pdl. Secondo ambientalisti e forze di sinistra, ci sarebbe il rischio che gli spazi sottratti all'area protetta diventino preda degli speculatori edilizi e di possibili società petrolifere intenzionate a compiere ricerche.
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27 gennaio 2012