Palazzi sotto la collina, 14 indagati

Coinvolti l'ex sindaco Pd, nove consiglieri, un ex dirigente e tre costruttori

    di Sandro Petrongolo  GIULIANOVA. Dieci politici giuliesi, un ex dirigente comunale e tre costruttori rischiano di finire a processo per la vicenda della lottizzazione dell'area ex Migliori Longari. Ai 14 indagati è arrivato l'avviso di conclusione delle indagini firmato dal pm Irene Scordamaglia, che contesta loro la violazione delle prescrizioni che tutelavano il paesaggio collinare a ridosso degli edifici.  Nella lista compaiono i dieci membri del consiglio comunale che l'8 ottobre 2007 votarono la realizzazione di quattro palazzi nella zona Orti, a nord di piazza Dalla Chiesa: l'ex sindaco Claudio Ruffini, attuale consigliere regionale Pd, e gli ex consiglieri Augusto Montebello, Emidio Andrenacci (che è ancora in consiglio come capogruppo del Pd), Fabio Ruffini, Roberto Mastrilli (attuali assessori comunali), Augusto Baldasserini (attuale segretario comunale del Pd), Gabriele Filipponi (attuale vice sindaco), Dino Macera, Berardo D'Antonio e Federico Croci.  Oltre a loro sono indagati l'ex dirigente comunale Roberto Olivieri e i costruttori Valentino, Maurizio ed Albano Piergallini, responsabili a vario titolo della Domhouse, la società che ha costruito il complesso residenziale. Inizialmente l'indagine era stata archiviata dal pm Bruno Auriemma ma il gip Guendalina Buccella ha deciso di far proseguire gli accertamenti, che sono stati in seguito condotti dal pm Scordamaglia.  Il reato contestato è di aver traslato i quattro fabbricati verso il lat
    o ovest del lotto, in pratica più in prossimità della collina, in una zona dove le prescrizioni stabilite dal Comitato dei beni ambientali nel 2006 e recepite dal Comune non consentivano l'edificazione. Questa, «al fine di salvaguardare la presenza dell'area collinare di pregio paesistico, si sarebbe dovuta concentrare verso il lato est dell'area». La denuncia era stata presentata dal Cittadino Governante, che ha sempre continuato a sostenere la presunta irregolarità del provvedimento.  La vicenda ebbe inizio con gli undici miliardi di lire dei quali il Comune era debitore nei confronti della famiglia Migliori per alcuni espropri: l'amministrazione decise di saldare il debito in parte in denaro, in parte con la cessione di aree edificabili. I 5.000 metri quadri di zona Orti vennero resi edificabili mediante variante al Prg. Il complesso residenziale non avrebbe potuto superare l'allineamento generale degli altri edifici presenti nella zona, come quelli di via Parini e via Montello. In pratica, avrebbe dovuto essere costruito a ridosso (circa 5 metri) dell'asilo "Le coccinelle".  «Ma numerosi cittadini, fra cui molte mamme, chiesero all'amministrazione che i fabbricati non fossero costruiti così vicino all'asilo», spiega l'ex sindaco Ruffini, «poichè avrebbero lasciato troppo in ombra la struttura frequentata dai bimbi». Ruffini afferma che, con una nuova delibera, fu deciso un arretramento di 5 metri delle palazzine, a 10 metri dall'asilo. «In tal modo era comunque rispettato l'allineamento, inoltre quei 5 metri furono lasciati al Comune quale spazio pubblico. C'è da sottolineare», aggiunge l'ex sindaco, «che il progetto fu inviato al ministero dei Beni ambientali per essere esaminato e il ministero diede il proprio nulla osta. In più un team di geologi certificò come il Pai (piano d'assetto idrogeologico) fosse stato rispettato».  Ruffini, il quale sostiene di aver sempre avuto fiducia nella magistratura, conclude: «Abbiamo agito nel rispetto delle leggi e delle istituzioni. A breve chiederò al magistrato di essere ascoltato per fornire la mia versione dei fatti».

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    20 gennaio 2012
     

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