di Federico Centola
ROSETO. Non accenna a diminuire il coro di proteste contro la riduzione dell'area destinata alla riserva naturale del Borsacchio. Torna infatti questa mattina in piazza della Libertà il banco di raccolta firme del comitato spontaneo "Sì riserva, no trivelle", che ha visto mettersi insieme associazioni, comitati ambientalisti e singoli cittadini. Sul banco degli imputati c'è il consiglio comunale che, con i soli voti della maggioranza, ha approvato la riperimetrazione dell'area protetta, escludendo il quartiere dell'Annunziata di Giulianova; il lungomare di Cologna Spiaggia; i campeggi a nord di Roseto e contrada Giammartino. Zone già in parte edificate e dove la presenza dell'uomo è ben visibile. La decisione del consiglio comunale di Roseto non è vincolante nei confronti dell'organo che ha effettivamente il potere di deliberare, cioè la seconda commissione del consiglio regionale, ma sicuramente si tratta di una chiara espressione di volontà di cui il legislatore non potrà non tenere conto. «Continua la lotta con la raccolta delle firme nella petizione», si legge in una nota del comitato, «che presto sarà presentata in Regione per dire seccamente no alle trivellazioni e no al progetto di riperimetrazione della riserva Borsacchio presentato dall'attuale maggioranza di Roseto». Per gli studenti del liceo Saffo è «inconcepibile che l'antica pineta Mazzarosa, uno dei luoghi principali dell'identità rosetana», possa subire alterazioni propr
io in virtù del riposizionamento degli originari confini della riserva. Un gruppo di liceali, coordinato dall'insegnante
Giorgia Settepanelli, ha effettuato uno studio molto approfondito sull'area in questione, descrivendone nel dettaglio le caratteristiche. «Il lungo tratto di costa non antropizzato e la sua integrità», si legge in un loro documento, «le dune embrionali di vegetazione alofita, il rarissimo Pancratium maritimum, il Boletus martaluciae, il leccio, l'olmo campestre, i pini di aleppo, gli eucalipti, i tassi, gli uccelli nidificanti, il fratino, protetto dalla direttiva uccelli dell'Unione europea, i gabbiani reali, non possono essere minimamente turbati nel loro perfetto equilibrio ecologico. Pertanto, come cittadinanza futura, non vogliamo rinunciare a questo vero e proprio patrimonio che per il secondo anno, attraverso il progetto "Borsacchio la riserva che resiste", abbiamo simbolicamente adottato studiandolo, apprezzandolo ogni giorno di più, amandolo e difendendolo con una partecipazione profonda».
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18 dicembre 2011
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