Asl Teramo, il piano di Varrassi promuove il sindaco Brucchi

Il servizio di senologia diventa unità dipartimentale. Il sindaco: «Non commento»

      TERAMO. Appena varato, l'atto aziendale della Asl firmato dal manager Giustino Varrassi fa già discutere. E, come sempre accade in questi casi, l'appartenenza politica fa la differenza tra i pro e i contro.

    POCHI TAGLI.
    Una cosa è certa: il provvedimento non contiene tagli di rilievo rispetto all'esistente. Spariscono, è vero, delle unità semplici, e alcuni reparti vengono retrocessi; ma i grandi timori, ad esempio quello che venissero ridotti ulteriormente i tre punti nascita, vengono smentiti. In sostanza i quattro ospedali del territorio restano intatti nei loro capisaldi, le chirurgie e le medicine. Anzi, sono pronte a scatenarsi critiche sul fatto che ci sarebbero troppi doppioni. Esempi? Quattro unità complesse di medicina; tre complesse e una dipartimentale di cardiologia; tre complesse di ortopedia; cinque di chirurgia; sei strutture per il trattamento e la diagnosi in campo endocrinologico. Per le chirurgie generali la Asl va addirittura in deroga all'indicazione del subcommissario alla sanità Giovanna Baraldi (che ne aveva previste quattro) e ne prevede cinque, promuovendo la chirurgia generale oncologica di Teramo a unità operativa complessa.

    SENOLOGIA.
    Sempre nel dipartimento chirurgico, salta all'occhio la promozione ad unità semplice a valenza dipartimentale del servizio di senologia del Mazzini, diretto dal sindaco Maurizio Brucchi, fino a ieri unità operativa semplice. I maliziosi vi coglieranno un esempio di favore politico e faranno
    subito l'associazione con altri fatti: ad esempio la proroga accordata al nipote di Varrassi, medico radiologo, dal manager D'Amario della Asl di Pescara. Da Asl e Regione si replica che la promozione di senologia è un riconoscimento dovuto ai grossi numeri realizzati dal servizio. Comunque, per Brucchi come medico cambia poco o nulla: continuerà a dirigere se stesso.

    I PRO.
    Proprio Brucchi, nella sua veste di presidente del comitato ristretto dei sindaci Asl, commenta così l'atto aziendale, premettendo un «no comment» su senologia. «Noi sindaci l'abbiamo condiviso con Varrassi. È un atto che rispetto ai precedenti ha un'impronta, contiene scelte con un senso logico. Tutti gli ospedali continuano ad avere un po' tutto? Sì, ma faccio notare che noi qui a Teramo non abbiamo le cliniche private. Qui non si deve tagliare, ma fare degli aggiustamenti per arginare la mobilità passiva. Ad esempio, aver istituito la day surgery a Teramo è una risposta al fatto che la maggior mobilità passiva ci viene da interventi come ernie e colecisti, che ora i teramani potranno fare in giornata al Mazzini. La chirurgia per gli obesi istituita a Giulianova è legata al fatto che sempre più teramani fanno questo tipo di interventi. Anni fa 80 malati oncologici su 100 andavano ad operarsi fuori, adesso abbiamo una chirurgia oncologica che riduce questo esodo. Già la risposta data in Val Vibrata facendo di Sant'Omero un ospedale clinicizzato universitario è stata soddisfacente. Comunque», conclude Brucchi, «l'abbattimento della mobilità passiva non si realizza dall'oggi al domani. Aspettiamo un anno e vediamo».

    I CONTRO.
    Il centrosinistra teramano è pronto ad aprire il fuoco. I consiglieri regionali del Pd Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca hanno scritto a Varrassi, ricordandogli l'impegno preso in estate a tenere un incontro sull'atto aziendale. L'incontro, a quanto pare, si farà mercoledì prossimo. Intanto, Ruffini punge: «Già a vederlo così quest'atto non mi piace. Più che delle innovazioni mi pare contenga delle invenzioni, calibrate per far arrivare qualcuno da fuori. Sono malizioso? A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca. A me non pare che ci sia la soluzione per abbattere le liste d'attesa e la mobilità passiva, è questo il punto».

    I CONCORSI.
    Le caselle del piano aziendale ci sono, molti nomi per riempirle ancora no. Delle 67 unità operative complesse previste dalla Regione per la Asl di Teramo, al momento ne sono coperte una quarantina. Varrassi, non a caso, ha bandito una dozzina di concorsi da primario. E per i concorsi, si sa, ci vuole tempo. (d.v.)

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    16 dicembre 2011
     

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