di Antonella Formisani
TERAMO. Sono 15.488 i ricoveri di pazienti teramani avvenuti nel 2010 in strutture sanitarie fuori Asl. E' il numero in assoluto più alto in Abruzzo.
LE SPECIALISTICHE. Malati in fuga soprattutto per sottoporsi a interventi ortopedici. Dall'analisi dei primi 30 Drg la Regione ha speso per prestazioni fuori Asl di questa specialistica, su teramani, 4 milioni 188mila euro. Non a caso la spesa maggiore in assoluto riguarda la sostituzione di articolazioni maggiori (2 milioni 238mila euro). Non è da sottovalutare, ad esempio, il flusso di pazienti diretti nella clinica privata di San Benedetto dove opera l'ex primario dell'ortopedia di Teramo,
Vincenzo Francioni, un vero e proprio punto di riferimento per le protesi d'anca. E' uno dei camici bianchi che la Asl di Teramo, negli anni, si è lasciata sfuggire.
Sempre fra le prime 30 prestazioni fuori Asl spiccano le due di ostetricia e ginecologia, che in totale ammontano a un milione 219mila euro. Ben 188 pazienti fanno i parti cesarei in altri ospedali. Viaggi della speranza anche per i malati di cancro: la Regione paga ad altre Asl quasi due milioni di euro per chemioterapia (463 pazienti) e radioterapia (89). Sono poi ben 969 i malati che scelgono di sottoporsi a interventi al cristallino fuori Teramo (per 877mila euro). Non trapelano ancora i dati su tutte le prestazioni, su cui fare un'analisi a tutto tondo. Le voci che non rientrano fra le prime 30 hanno causato una spesa di più di 27 milioni. E con ogni probabilità ci sono molte prestazioni di chirurgia gener
ale.
L'IDV. Il consigliere regionale dell'Idv
Cesare
D'Alessandro ricorda che in provincia la mobilità passiva
ammonta a 53 milioni, mentre quella attiva (pazienti che da fuori
si fanno curare nel Teramano) ammonta a soli 9. Per cui alla fine
il saldo teramani è di - 44 milioni di euro. ‹‹Per Chiodi sarebbe
questo un falso problema poiché, come ha recentemente dichiarato,
rappresenta solo il 2,5% della spesa sanitaria complessiva››, dice
D'Alessandro, ‹‹per me, invece, rappresenta una sciagura in termini
socio-sanitari, occupazionali ed economici››. D'Alessandro
sottolinea i disagi e le spese per i malati e i loro familiari,
costretti a emigrare verso Lombardia, Emilia-Romagna, Marche e
Lazio. ‹‹Dal punto di vista occupazionale, con quei 44 milioni di
saldo passivo si sarebbero potuti creare, in provincia di Teramo,
almeno un migliaio di posti di lavoro ma anche acquistare
macchinari moderni in grado di ridurre le liste d'attesa; sarebbe
stato possibile riqualificare gli ospedali di Sant'Omero,
Giulianova e Atri, creando le condizioni soprattutto a Sant'Omero
affinché i pazienti teramani potessero curarsi in provincia, o
almeno in Abruzzo››.
E osserva che la situazione volge al peggio: ‹‹Lo stesso Chiodi,
mettendolo nero su bianco nel piano operativo 2011-2012, ha
previsto a livello regionale un saldo negativo (mobilità attiva
meno mobilità passiva) di 92 milioni rispetto ai 67 registrati nel
2010››. In definitiva secondo l'Idv ‹‹Chiodi, con a fianco la
Baraldi, non ha saputo coniugare i tagli pur necessari con la
crescita e la razionalizzazione dei servizi sanitari. Il quadro che
abbiamo di fronte è veramente desolante: più tardi Chiodi
restituirà la delega di commissario alla Sanità, più saranno i guai
ai quali si dovrà rimediare in futuro››.
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8 dicembre 2011
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