Al posto della farmacia il Comune vende i terreni a nord di viale Orsini

L'opposizione esulta per il dietrofront di Mastromauro «Avevamo ragione noi, quella scelta era sbagliata»

    di Sandro Petrongolo  GIULIANOVA. La farmacia del Comune non si vende, almeno fino al 2013: è quanto è stato ribadito nel corso del consiglio comunale di mercoledì, convocato proprio per discutere della cessione della struttura, osteggiata dall'opposizione e da un comitato cittadino che avevano anche avviato una raccolta firme molto partecipata. Ora l'amministrazione dovrà studiare alternative all'alienazione della farmacia, la cui asta, due settimane fa, andò deserta per mancanza di acquirenti.  Già si pensa alla vendita di alcuni terreni ed aree municipali situati a nord del Lido, in zona E2 (tra il tracciato ferroviario e viale Orsini), o in prossimità della zona industriale di Colleranesco.  Il "no" alla vendita è stato confermato dal sindaco Francesco Mastromauro, il quale già lunedì scorso aveva annunciato, nel corso di una conferenza stampa, che la farmacia non sarebbe stata più ceduta per non dover ricorrere ad una rimodulazione del bando, che avrebbe comportato un abbassamento della base d'asta e la cancellazione di alcune clausole che avrebbero reso più appetibile l'acquisto. Ma il dietrofront è dovuto anche al timore che il governo attui una politica di liberalizzazione delle farmacie, che svaluterebbe ulteriormente la struttura municipale.  La maggioranza in consiglio ha bocciato l'emendamento proposto da Franco Arboretti del Cittadino Governante, che chiedeva di mettere nero su bianco il fatto che la farmacia non sarà venduta, nè ora
    nè mai. Comunque sull'argomento si è instaurata una discussione che, a parte qualche distinguo, ha trovato tutti d'accordo sull'importanza di non alienare la farmacia.  Mastromauro è tornato a parlare dell'importanza di rispettare il patto di stabilità, traguardo raggiunto per il 2011 nonostante la mancata vendita della struttura, mentre esponenti dell'opposizione (Progresso Giuliese, Pdl e Cittadino Governante) hanno sottolineato come la decisione inizialmente assunta dall'amministrazione fosse sbagliata, come evidenziato anche dalle oltre 2.600 firme raccolte dal comitato "Salviamo la farmacia".  La seduta è stata aperta da un'interrogazione presentata da Arboretti avente per oggetto i costi della gestione dei rifiuti: secondo il consigliere non ci sarebbero adeguati risparmi provenienti dalla raccolta differenziata, non si conoscerebbe la destinazione dei rifiuti selezionati e, nonostante il porta a porta, il costo per la pulizia della città sarebbe raddoppiato. A tal proposito, il vice sindaco Gabriele Filipponi ha affermato che le elevate spese sarebbero da imputare al notevole costo del trasferimento dei rifiuti nelle discariche extra-provinciali, ed al fatto che il livello di raccolta differenziata, seppur oltre il 60%, non sia ancora sufficiente a far abbassare i costi e beneficiare dei risparmi provenienti dal porta a porta.

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    25 novembre 2011
     

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