di Antonello Foglia
TERAMO. Lu ddome (il Duomo), li mazzemarille (i folletti), la mussande (colei che s'atteggia), lu ndindalò (l'altalena) sono solo alcune delle carte da gioco del mercante in fiera tutto teramano. Un'edizione in chiave locale del tanto amato passatempo che allieta le tavole degli italiani, soprattutto nel periodo delle feste natalizie e che riprende scherzosamente, con disegni in acquerello e vocaboli tipici del dialetto teramano, oggetti, animali, personaggi e figure che appartengono alla città, alla provincia e al mondo popolare contadino. L'iniziativa, ideata dall'associazione Itaca, di cui è presidente
Mauro Vanni, ha visto il coinvolgimento del pittore
Sandro Melarangelo, che ha creato le immagini e lo scrittore
Enzo Angelini, che invece ha curato la parte dialettale, realizzando anche un glossario dei termini utilizzati, dopo aver preso spunto dal volume lu languazazze di
Alfonso Sardella. Non potevano mancare, tra i tanti disegni, quello del Duomo, simbolo di Teramo e di figure tipiche della vita quotidiana e del linguaggio comune come: la cummare (amante sensuale), la sartanje (larga padella per cucinare), lu maschjefammene (l'omosessuale), li carabbiniire (i carabinieri), li lavannare (le lavandaie), lu garzone (l'aiutante), lu porche (il suino), lu spizzijale (il farmacista), lu cialvavì (la coccinella), tatà (papà o il nonno) e molte altre ancora. Parte del ricavato dalla vendita delle carte (reperibili in librerie, edicole, tabaccherie) andrà a finanziare le at
tività di associazioni locali come le Proloco, in un periodo di magra in cui l'auto-mantenimento è l'unica soluzione per andare avanti. Ma l'obiettivo è anche quello di tramandare ai giovani l'uso e il valore del dialetto. E' importante, quindi, allenarsi con la pronuncia e il significato dei termini prima di giocare, perché sarebbe un vero peccato, come fa notare anche Angelini, italianizzare le parole o storpiarle. Di certo sarà inevitabile farsi qualche allegra risata, quando capiteranno figure come lu facciaggialle (il faccia gialla malato d'itterizia), la sceriite (la scapigliata) e lu cacature (il gabinetto).
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20 novembre 2011
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