di Barbara Gambacorta
TERAMO. Si accende la protesta dell'Italia dei valori dopo la presentazione in Regione di due nuove richieste di una multinazionale petrolifera per la ricerca di idrocarburi in dieci comuni della Provincia. A lanciare l'allarme è il consigliere provinciale dell'Idv,
Riccardo Mercante, sostenuto anche dal consigliere regionale
Cesare D'Alessandro. Le richieste di trivellazione riguardano un'area vasta oltre 80 chilometri che si estende nei territori di Teramo, Bellante, Canzano, Castellalto, Cellino Attanasio, Cermignano, Mosciano Sant'Angelo, Notaresco, Pineto e Roseto. «Riteniamo gravissimo il silenzio del presidente Catarra», spiega Mercante, «ancor più preoccupante se si considera gli impegni presi dalla Provincia con l'approvazione unanime dell'odg sulle trivellazioni presentato dal nostro gruppo nel consiglio del 3 agosto». «Mai come ora, visto lo stato di crisi che attanaglia le nostre imprese, consideriamo necessario tutelare le caratteristiche peculiari del nostro territorio», continua Mercante, «deve essere quello di preservare le sue qualità paesaggistiche, di tutelare la sua vocazione prettamente turistica, di salvaguardare la viticoltura, l'artigianato, l'arte, le attività enogastronomiche. Non certo quello di promuovere il bike-sharing fra le trivelle o l'affissione del marchio Costa Blu ad un traliccio». «Siamo sicuri», conclude Mercante, «che il presidente della Provincia non rimarrà inerte di fronte alle rimostranze de
i Comuni interessati e per questo confidiamo in una convergenza unitaria sulle azioni a tutela del territorio che delineeremo nero su bianco su una mozione consiliare di prossima presentazione». Secondo D'Alessandro, un'azione forte e chiara di contrasto dovrebbe essere mossa invece dai Comuni stessi nei 40 giorni di tempo a disposizione per presentare osservazioni ed opporsi alle richieste. «Il settore energetico non può scontare un'offesa sistematica al nostro ambiente, bisogna puntare alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica, questo metodo di produzione dell'energia appartiene a logiche del passato», spiega D'Alessandro, «il nuovo governo dovrebbe far cambiare rotta e l'Abruzzo deve poter difendere l'integrità ambientale dei propri territori. Per questo», conclude, «chiediamo a Chiodi e ai sindaci interessati di dire no alle nuove trivellazioni nei comuni teramani, che arricchiscono solo le ditte petrolifere e lasciano ai cittadini sostanze inquinanti per decenni e decenni».
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16 novembre 2011
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