la squadra si è presentata nell'impianto per il consueto allenamento del giovedì e ha trovato tutti i servizi chiusi: niente acqua, niente riscaldamento, niente corrente elettrica
TERAMO. Continua la guerra dello stadio fra il Teramo calcio e il gestore del Comunale di Piano d'Accio Sabatino Cantagalli. Questo pomeriggio la squadra si è presentata nell'impianto per il consueto allenamento del giovedì e ha trovato tutti i servizi chiusi: niente acqua, niente riscaldamento, niente corrente elettrica. L'allenamento si è svolto lo stesso, ma i giocatori hanno poi dovuto farsi la doccia a casa.
Tuttavia non è stata del tutto una sorpresa: la decisione di chiudere i rubinetti era stata preannunciata ieri sera sera da Cantagalli in una telefonata ai dirigenti del Teramo. Tra la squadra biancorossa e il gestore dello stadio è in corso una controversia sul pagamento delle utenze: Cantagalli chiede una somma che il presidente della club biancorosso Luciano Campitelli ritiene esagerata.
Giovedì scorso c'era stato già un episodio analogo, quando Cantagalli aveva chiuso i cancelli dello stadio impedendo alla squadra di allenarsi. Nei giorni seguenti c'era stata una sorta di accordo bonario - ma niente di scritto - con la mediazione del sindaco Maurizio Brucchi: il Teramo calcio si impegnava a pagare una certa somma, ma sembra che Cantagalli, che in un primo momento aveva accettato, abbia poi chiesto una cifra superiore. Di fronte al diniego dei dirigenti bancorossi di soddisfare le sue ulteriori richieste oggi ha chiuso i rubinetti lasciando i giocatori al freddo e al buio.
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10 novembre 2011
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