Sisma, falsi danni per avere fondi
Geometra di Corropoli a giudizio

Ruderi spacciati per case lesionate dal sisma: chiusa la prima inchiesta, accuse al geometra che firmò perizie su 7 case. C'è anche l'indagine bis su altri 60 immobili e cinque indagati

    di Diana Pompetti TERAMO. La procura chiude la prima tranche dell'inchiesta sulle vecchie case fatte passare per lesionate dal terremoto 2009 per ottenere i fondi delle ristrutturazioni. Il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, ha firmato la citazione diretta a giudizio per il geometra Domenico Grilli, 56 anni, di Corropoli (difeso dall'avvocato Gabriele Rapali). Il professionista, che ad agosto finì agli arresti domiciliari, è accusato di tentata truffa e falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Secondo la procura avrebbe redatto sette perizie in cui attestava falsamente che i danni rilevati su altrettanti immobili erano legati al sisma che ha colpito L'Aquila. Immobili che si trovano tra Corropoli e Controguerra, in aree fuori dal cratere. Questo, per l'accusa, permettendo l'erogazione dei rimborsi previsti e distribuiti dalla Cassa depositi e prestiti - parte lesa con il Comune di Corropoli - secondo le procedure indicate per le case di categoria A.

    Per questa categoria sono previste erogazioni fino ad un massimo di 10mila euro. Il danno accertato ammonterebbe a circa 60mila euro, anche se per il momento nessun contributo era stato ancora materialmente erogato. Dopo la citazione diretta a giudizio per Grilli, l'inchiesta prosegue per gli altri cinque indagati: un altro geometra e alcuni privati. L'indagine è scattata ad aprile per verificare la legalità di una serie di perizie redatte da professionisti che dovevano attestare il nesso di causalità tra sisma e lesioni denunciate su alcuni immobili.

    Complessivamente sono 60 le case sottoposte a controll
    i, quasi tutti edifici che si trovano in centri della Val Vibrata. Le indagini, che proseguono, sono scattate dopo alcuni esposti. L'accusa, che resta tutta da dimostrare in un eventuale dibattimento, è quella che le lesioni per cui sarebbero stati chiesti ed ottenuti i fondi in realtà siano antecedenti al sisma del 2009. Ovvero ci sarebbero state prima del terremoto e, ipotizza la procura, forse - ma solo in alcuni casi - sarebbero solamente peggiorate con le scosse. Al vaglio di investigatori e inquirenti ci sono le numerose domande presentate dai tecnici iscritti nel registro degli indagati. Qualche settimana fa l'inchiesta della procura teramana si è allargata anche al territorio di Canzano. Qui sono state sequestrate circa duecento pratiche di ristrutturazione presentate in Comune da privati cittadini. Le case interessate sono di diverse categorie. Anche questa nuova tranche dell'inchiesta è affidata al pm Giovagnoni e probabilmente non sarà l'ultima che la procura aprirà sul terremoto: accertamenti sono in corso anche in altri centri della provincia, in particolare su tutti quelli fuori dal cratere. Non è escluso che nei prossimi giorni possano essere fatti dei controlli anche a Teramo capoluogo per una prima verifica delle pratiche avviate per le ristrutturazioni di immobili.

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    25 ottobre 2011
     

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