di Sandro Petrongolo
GIULIANOVA. Parte una raccolta di firme per convincere il Comune a desistere dalla vendita della farmacia municipale. È Progresso Giuliese ad avviare la petizione contro il provvedimento approvato nel corso dell'ultimo consiglio comunale tra le proteste dell'opposizione e del gruppo di dissidenti della maggioranza. Quest'ultimo, contrario alla vendita della struttura, lancia l'iniziativa popolare dopo aver espresso in aula il proprio voto contrario nei confronti della decisione del Comune, con la quale l'amministrazione cercherà di reperire fondi utili per coprire il buco di bilancio di circa quattro milioni di euro. Secondo Progresso Giuliese quella adottata è «la peggiore possibile delle decisioni», in quanto il Comune si priverà di «una delle poche entrate certe, e sicuramente in aumento per il futuro, con la costituzione del futuro quartiere che sorgerà nell'ex area industriale di via Trieste». I consiglieri
Laura Ciafardoni, Massimo Maddaloni e
Gianfranco Francioni hanno più volte sollevato dubbi anche sull'effettiva capacità che l'amministrazione avrà di vendere la farmacia e sul futuro incerto cui andranno incontro i sei dipendenti della struttura. «Neppure l'alternativa pienamente condivisa, di vendita dei terreni situati nella zona E2 turistica, avanzata in consiglio comunale da
Franco Arboretti, è stata minimamente presa in considerazione», ribadisce Progresso Giuliese, «è proprio il caso di dire che "Non c'è peg
gior sordo di chi non vuol sentire". Avvieremo quindi una raccolta firme in tutta la città, con l'aiuto di tanti amici che hanno già dato la propria disponibilità, con la speranza che l'amministrazione ascolti le voci dei cittadini giuliesi». Non ancora si conoscono orari e postazioni della raccolta firme, ma intanto ci sono già le critiche dei colleghi di maggioranza nei confronti del gruppo. «I rappresentanti di Progresso Giuliese si trasformano, fiutando la possibilità di raggranellare qualche consenso, in fomentatori», sostiene
Jurghens Cartone, capogruppo della lista Per Francesco Mastromauro Sindaco, che accusa i tre di incoerenza. «I novelli donchisciotte di oggi, infatti, appena ieri erano invece a favore della vendita della farmacia comunale, una scelta dolorosa ma necessaria, come dimostra l'analoga decisione adottata recentemente nella vicina Roseto degli Abruzzi», ribatte Cartone, che cita numerose città italiane costrette alla medesima vendita. «Il documento, che dimostra come per i "giuliaprogressisti" la coerenza non sia virtù e la demagogia sia ormai un prodotto a prezzi stracciati, è la delibera di consiglio n.29 del 19 maggio 2011, recante, nero su bianco, il loro voto favorevole anche sull'alienazione della farmacia comunale. Incredibile come a distanza di soli cinque mesi la memoria sia stata seppellita da una colata di cemento armato».
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7 ottobre 2011
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