di Barbara Gambacorta
TERAMO. Da due anni e mezzo sono costretti a vivere fuori dalle proprie case e adesso devono fare anche i conti con i contributi della Protezione civile che non arrivano da mesi. Sono le 60 famiglie teramane sfollate dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Famiglie da allora costrette a lottare - fuori dal cratere - per vedersi riconosciuti i diritti di sfollati e la possibilità di ristrutturare le abitazioni danneggiate dal sisma. Tra di loro c'è anche
Lino Di Angelantonio, che ha denunciato al Centro la difficile situazione. La sua è una delle 35 famiglie che ha dovuto abbandonare il condominio "L'Uliveto" di San Nicolò a Tordino, gravemente danneggiato dal sisma. I condòmini si sono così trasferiti in abitazioni in affitto o sono stati costretti a trovarsi delle nuove sistemazioni.
«Sono in affitto a San Nicolò in una casa che ci viene pagata dalla Protezione civile», spiega, «ma il contributo non arriva da oltre sei mesi e i padroni di casa iniziano a lamentarsi e a minacciare di non rinnovare i contratti». La situazione è la stessa anche per chi, in alternativa all'affitto, ha optato per l'autonoma sistemazione: anche per loro i contributi non arrivano da mesi. «Voglio lanciare un appello al prefetto affinchè faccia qualcosa per sbloccare la situazione», continua Di Angelantonio, «non sappiamo più cosa fare, tanti di noi si stanno anche ammalando per lo stress e adesso rischiamo di rimanere un'altra volta senza casa».
L'appello viene raccolto anche da
Divinangelo Terribile,
presidente del comitato "6 aprile" che raccoglie le istanze dei terremotati teramani e già un mese fa aveva lanciato l'allarme contro il rischio di mancato rinnovo degli aiuti economici agli sfollati. Una proroga che poi è arrivata in extremis ma che, evidentemente, non è servita a far arrivare i soldi a destinazione.
«Voglio fare anch'io appello alle istituzioni perchè intervengano», dice, «finora è stato il Comune ad anticipare i soldi per gli sfollati ma adesso l'ente non può più farlo e c'è davvero il rischio che gli affittuari caccino di casa gli sfollati. Tra l'altro questa situazione sicuramente si prolungherà per altri mesi perchè le pratiche per il condominio di San Nicolò sono state consegnate da poco e gli sfollati avranno bisogno ancora di vivere altrove e ricevere i contributi».
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9 agosto 2011
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