Brucchi: «Nessun ricatto sul Ruzzo»

Il sindaco replica al centrosinistra dopo le dimissioni del consiglio «Abbiamo fatto valere la legge dei numeri che in democrazia conta»

    di Gennaro Della Monica  TERAMO. «Nessun ricatto sul Ruzzo». Il sindaco Maurizio Brucchi ha atteso 24 ore prima di rispondere alle accuse del centrosinistra sulle dimissioni forzate del consiglio di amministrazione della società che gestisce la distribuzione dell'acqua. «Abbiamo fatto valere la legge dei numeri», osserva il sindaco, «che in democrazia conta sempre».  Brucchi parla a nome della nuova maggioranza di centrodestra al Ruzzo che, nell'assemblea di lunedì scorso, ha spinto il consiglio di amministrazione a dimettersi prima dell'approvazione del conto consuntivo.  Per il centrosinistra, area politica di riferimento del presidente Giacomo Di Pietro e di gran parte dei vertici societari costretti a fare le valigie, si è trattato di un ricatto dettato dalla fame di poltrone. «Quel cda non rappresentava più l'assemblea dei sindaci dopo le ultime elezioni comunali», insiste Brucchi, «e doveva essere cambiato subito». Il primo cittadino ricorda che gli equilibri interni alla società pubblica, la seconda per importanza della provincia, erano già variati un anno fa, quando il centrosinistra poteva contare su 19 sindaci, contro i 17 del centrodestra.  «Chiedemmo un riassetto del cda che tenesse conto di questa sitazione», fa notare Brucchi, «ma in quel caso furono loro a mostrare i muscoli sostenendo che avevano i numeri per andare avanti almeno fino alle elezioni di quest'anno».  Il primo cittadino teramano respinge al mittente l'accusa del centr
    osinistra secondo cui il Pdl ha voluto imporre una prova di forza rifiutando qualsiasi ipotesi di mediazione per un'uscita di scena meno traumatica del cda che sarebbe giunto a fine mandato in aprile.  Brucchi se la prende in particolare con il segretario provinciale del Pd Robert Verrocchio e con il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, che avrebbero fornito una versione dei fatti sull'ultima assemblea del Ruzzo non rispondente al vero. «Volevano far entrare tra i soci i comuni Isola e Pineto, entrambi di centrosinistra, per riconquistare la maggioranza», osserva, «a quel punto ho chiesto che venissero valutate anche le richieste d'ingresso di Silvi e Fano Adriano».  Secondo il sindaco di Sant'Omero Alberto Pompizii (Liberalsocialisti), che insieme al sindaco Brucchi ha parlato a sua volta della vicenda, l'ampliamento della società è comunque auspicabile. «Tutti i Comuni della provincia dovrebbero far parte del Ruzzo», sostiene, «abbiamo una delle acque migliori d'Italia e non si capisce perché alcuni centri del Teramano restano esclusi». Pompizii con gli altri otto sindaci della Val Vibrata soci dell'azienda acquedottistica sostengono la candidatura dell'avvocato di Controguerra Claudio Strozzieri come nuovo presidente. Brucchi, però, frena: «Strozzieri è un ottimo professionista ma sul tavolo ci sono anche altri nomi. Non è stato deciso ancora nulla».

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    7 luglio 2011
     

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