TERAMO. Le Unità di valutazione medica, passaggio chiave per gli accreditamenti della sanità riabilitativa privata, superano l'esame della procura. E' infatti finita con un'archiviazione l'inchiesta che ha visto indagati quattro medici teramani sulla base di un esposto inviato ai magistrati dalla proprietà di un importante centro di riabilitazione di Montorio. Il dirigente della Asl teramana
Valerio Profeta, e i medici della commissione di valutazione, una delle quattro presenti sul territorio,
Lucio D'Archivio,
Sergio Consorte e
Alfredo Nibid, difesi dagli avvocati
Gennaro Lettieri e
Guglielmo Marconi, sono stati prosciolti ieri mattina dal giudice per le indagini perliminari,
Giovanni de Rensis, da un presunto abuso d'ufficio. L'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore
Roberta D'Avolio, si era già conclusa con una richiesta di archiviazione, alla quale però si era opposta la proprietà del centro di riabilitazione montoriese che sosteneva presunte irregolarità nella composizione e nei criteri di valutazione delle commissioni istituite con una delibera del 19 gennaio del 2008 dall'ex manager della Asl teramana,
Mario Molinari. In parole semplici, il compito delle Unità di valutazione medica è quello di tenere sotto controllo il tetto di spesa da destinare alla sanità privata. Ieri mattina, l'opposizione alla richiesta di archiviazione non è stata accolta: l'Unità che valuta le spese della anità privata supera l'esame. (l.c.)
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1 luglio 2011
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