TERAMO. «È difficile condividere una scelta che aumenta da 30 a 130 euro i costi per il cittadino». Così afferma l'assessore provinciale
Giuseppe Di Michele rispondendo alle richieste di alcuni Comuni dell'area montana, che hanno rivendicato il diritto di applicare gli usi civici ai raccoglitori di funghi. «La decisione spetta comunque alla Regione che legifera in materia», spiega Di Michele, aggiungendo: «La Provincia non può agire diversamente da quanto previsto dalla legge regionale. Attualmente i cercatori di funghi pagano 30 euro l'anno alla Provincia per avere il tesserino e noi quei soldi li usiamo per organizzare i corsi la cui frequentazione è obbligatoria per il rilascio. Comprendo le ragioni dei Comuni della montagna, per i quali la raccolta funghi può rappresentare un introito, ma non ci dimentichiamo che in mezzo ci sono i cittadini. Al tavolo delle trattative avevamo proposto di istituire un tesserino unico del costo di 60 euro da ripartire al 50% fra Provincia e Comuni. La proposta non è stata accolta: a questo punto ci siamo proposti come mediatori con la Regione. Abbiamo organizzato un incontro fra l'assessore
Mauro Febbo e i sindaci, siamo in attesa di decisione. Quale che essa sia, noi naturalmente ci adegueremo».
15 giugno 2011
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