Industria, c'è una lieve ripresa
"Attenzione, la crisi non è finita›"

Nel report della Giornata dell’economia primi dati positivi dopo tre anni

    di Antonella Formisani TERAMO. Il sistema produttivo teramano torna a crescere, ma molto lentamente. E' la sintesi dell'analisi tracciata nella nona giornata dell'economia, l'ormai consueto appuntamento della Camera di commercio.

    Uno dei dati positivi riguarda il numero di imprese. Per la prima volta dal 2007 sono aumentate: nel 2010 quelle registrate alla Camera di commercio sono state 36.348, 442 in più del 2009. ‹‹Ma la parte più velenosa della crisi non è alle spalle››, ha precisato il presidente dell'ente Giustino Di Carlantonio, ‹‹segnamo una riduzione del Pil pro capite dell'1,6%: siamo scivolati dal 72º al 74º posto in Italia. Gli occupati sono diminuiti di 2.200 unità e sono aumentate le persone in cerca di occupazione: sono più di 3.500››. Il presidente individua la necessità di politiche di prodotto, innovazione e processo e chiede alle istituzioni di ‹‹darsi da fare: ci auguriamo che anche la Regione, superate le emergenze, abbia uno sguardo più attento alle imprese››. Appello rivolto ai numeri uno e due della Regione: Gianni Chiodi e Alfredo Castiglione hanno annunciato, fra l'altro, l'imminente battesino del poli di innovazione (il 25 maggio) e la pubblicazione di un bando, a settembre, per le imprese danneggiate dall'alluvione: dalla rimodulazione dei fondi Por Fers sono stati ricavati 2 milioni 600mila euro.

    Il sindaco Maurizio Brucchi, fra l'altro, ha sottolineato un effetto della crisi: la zona industriale del capoluogo ‹‹è un cimitero, bisogna liberarla dai
    vincoli e pensare a diversi utilizzi per rivitalizzare la citta››. Il presidente della Provincia Valter Catarra, ha sottilineato una strategia seguita dall'ente: evitare fino a quando possibile la chiusura di tante aziende (e la mobilità per tanti lavoratori) in attesa della ripresa. E qualche segnale in effetti c'è. Dalla puntuale relazione del vicesegretario della Camera di commercio Salvatore Florimbi emerge ad esempio che le esportazioni sono ripartite. E se nel 2009 (rispetto al 2008) c'era stato un crollo (-26%), nel 2010 sono aumentate del 14%. ‹‹ Sta cambiando però la specializzazione dell'export: se prima trainava il settore moda ora è il metalmeccanico (che ha segnato un +36,3%)››, ha fatto notare Florimbi.

    Momento clou, la relazione di Pino Mauro, ordinario di politica economica alla "D'Annunzio". ‹‹La ripresa c'è, ma non è dinamica, è lenta›› ha confermato l'economista, che ha sottolineato come il manifatturiero tenga in piedi il sistema industriale, non a caso la provincia è al 22º posto in Italia in questo settore. Altre peculiarità sono l'alta presenza di imprese endogene, cioè del territorio (solo il 17% vengono da fuori), l'alto indice di densità imprenditoriale (117, contro 107 in Italia) ma le piccole dimensioni (il 53,6% ha da 1 a 9 addetti). ‹‹ Le istituzioni devono sostenere il sistema endogeno teramano, che ha subìto fortemente la globalizzazione››, ha proposto, ‹‹e risolvere il problema dello scarso dimensionamento: nei prossimi 10 anni lo sviluppo sarà nei Paesi lontani, per cui bisogna arrivare ad alleanze strategiche. Bisogna anche capitalizzare le imprese e poi cercare un circuito fra industria e servizi, che in provincia sono ancora separati, anche perchè esistono solo servizi a basso valore aggiunto››.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    14 maggio 2011
     

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