di Antonella Formisani
TERAMO. E' piena emergenza ambientale. Uno degli effetti più devastanti l'alluvione l'ha avuto sui depuratori. Mentre alcuni ora funzionano, ad esempio quelli di Giulianova ed Alba Adriatica, tre sono gravemente lesionati. Per un paio si stima ci vorranno quattro mesi per ripararli. Intanto i liquami finiscono direttamente in mare.
DEPURATORI. Ieri si è svolta in Regione una riunione fra il commissario dell'Ato, Pierluigi Caputi e i vertici della Ruzzo reti. «L'imperativo», esordisce il presidente della Ruzzo reti, Giacomo Di Pietro, «è non rovinare la stagione estiva. Quindi bisogna lavorare giorno e notte per riparare i depuratori. A Tortoreto abbiamo già cominciato: la condotta in queste ore sarà riparata, ma se il depuratore se non funziona non risolviamo molto». In sostanza bisogna concordare procedure snelle, che evitino le lungaggini dei normali appalti. La situazione peggiore c'è al depuratore di Tortoreto, che ha riportato danni per 5 milioni. La struttura serve anche Giulianova nord: se non tornasse in funzione per l'estate sarebbe una mazzata per l'economia provinciale. Quello di Morro d'Oro è praticamente sott'acqua. «Ma è più piccolo e stiamo vedendo se si può delocalizzare», osserva Di Pietro. L'impianto di Pineto è tutto sommato quello che ha bisogno di meno lavori. I tecnici dell'Arta sono già andati a fare i rilievi sulle strutture. «E' basilare una deroga alle autorità che vigilano sulla depurazione, non possiamo stare nei parametri stabiliti nella legge. E' una deroga che abbiamo chiesto alla Regione». Infatti la legge prevede, dopo le alluvioni, che
per 24 ore il depuratore possa funzionare in maniera anomala. Ma in
questo caso si parla di mesi. «E non abbiamo considerato il danno
che non si vede», aggiunge sconsolato Di Pietro, «cioè la rottura
delle fognature». E' previsto a breve un vertice in Provincia con
Protezione civile, sindaci e Regione.
TORNA L'ACQUA. Intanto l'acqua potabile è tornata domenica notte
nei centri della Vibrata rimasti a secco dopo la rottura, per
frana, della condotta principale a Colonnella.
STATO DI CALAMITA'. Gianfranco Giuliante, assessore regionale alla
Protezione civile, annuncia che la Regione in queste ore dichiarerà
«lo stato di calamità naturale e il primo passo sarà quello di
sottoporre la richiesta al Consiglio dei ministri con una lettera
di intenti predisposta dagli uffici regionali». Sulla stima dei
danni spiega che si é «nell'ordine di decine di milioni, anche se
una stima precisa non possiamo ancora farla: alcune situazioni
devono essere ulteriormente approfondite». Alla Regione stanno già
arrivando i primi rapporti. Non a caso ieri sera, convocata
dall'assessore provinciale Elicio Romandini, si è tenuta una
riunione fra i Comuni dell'Unione della Vibrata, per fare il punto
sui danni.
GINOBLE. Il deputato Pd Tommaso Ginoble annuncia che con gli altri
colleghi abruzzesi organizzerà iniziative parlamentari affinché la
richiesta di stato di calamità non passi in secondo piano a livello
nazionale. Domani ha convocato una riunione a Roma. «E'
fondamentale attivarsi da subito anche perché ci sono regioni, come
le Marche, che hanno agito con maggiore tempestività».
TERAMO-MARE. Il consigliere regionale Idv Cesare D'Alessandro si
concentra sui danni alla Teramo-mare - «superstrada con decine di
difetti» - e l'allagamento del sottopasso a Mosciano, dove un uomo
è morto «non perché sfortunato come ha affermato il ministro
Matteoli ma perché le pompe per lo svuotamento dell'acqua non hanno
funzionato». L'Idv chiede che si accertino «le responsabilità,
anche quelle di chi ha progettato, diretto e realizzato la
Teramo-Mare».
© RIPRODUZIONE
RISERVATA
8 marzo 2011
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-