di Antonella Formisani
ATRI. E' una lettera che non lascia speranze, quella arrivata ieri all'ospedale di Atri: l'Utic viene chiusa con effetto immediato. Un paio di giorni per smobilitare e l'unità di terapia intensiva coronarica verrà sostituita da un'unità semplice di cardiologia. E' quanto previsto dall'atto aziendale emanato giorni fa dal direttore generale Giustino Varrassi, e attuato a tempo di record.
La notizia, filtrata ieri pomeriggio, ha messo in stato d'allarme l'opposizione, che già tre giorni aveva annunciato la richiesta di un consiglio comunale straordinario sulle retrocessioni annunciate nell'atto aziendale.
Dura la presa di posizione dell'ex sindaco e ora consigliere comunale dell'Udc, Paolo Basilico. «La funzionalità dell'Utic di Atri, la cui ragion d'essere è stata ratificata nel tempo dalla sua efficacia nell'azione sanitaria, è in drammatico contrasto con la sua chiusura. Chiusura che creerà serio e certo pregiudizio nel fronteggiare le emergenze cardiologiche del nostro territorio, essendo obiettivamente impensabile che esse possano essere risolte dalla previsione squilibrata e assurda di due Utic, l'una a Teramo e l'altra a Giulianova, che sono distanti fra loro appena 10 minuti. Invece le caratteristiche territoriali e soprattutto per le distanze stradali impongono la conservazione dell'Utic in Atri».
Basilico fa notare che ampi spazi di territorio, ad esempio la Valle del Vomano e la Valle del Fino, rimarranno completamente sguarniti. «Peraltro l'Utic di Atri è la struttura più moderna, efficiente, in regola e accogliente», continua l'ex s
indaco, «per farla tale sono state impiegate notevoli risorse, che
sarebbero disperse inesorabilmente, mentre è lecito interrogarsi se
sia altrettanto altrove. Se ciò non fosse, bisognerebbe chiedersi
quante altre risorse bisognerebbe impegnare per renderle tali, con
buona pace della razionalizzazione della spesa. Ancor più
inspiegabile è la circostanza che l'Utic di Atri, ridotta adesso al
rango di struttura semplice, era fornita di primario o di
direttore, mentre altrove non è così. Come ex sindaco scongiuro il
direttore generale di soprassedere a questa pregiudizievole
decisione che potrebbe portare a conseguenze gravissime per tutti».
Contro il nuovo assetto "provvisorio" della Asl si schiera anche il
capogruppo dell'Udc in Provincia Aurelio Tracanna, anche lui di
Atri. Tracanna, in una nota inviata ieri mattina, parla di assetto
che «penalizza fortemente gli ospedali periferici ed alle
aspettative delle relative comunità locali, le cui istituzioni
territoriali non sono state chiamate ad alcun confronto prima
dell'adozione di un atto così penetrante sul diritto fondamentale
alla salute di tutti gli amministrati».
Tracanna si sofferma sull'ospedale di Atri «per il cui destino
crescono le ragioni di preoccupazione della comunità atriana:
l'atto aziendale sopprime la Gastroenterologia, la Psichiatria, la
Medicina nucleare e l'Utic, declassa al rango di struttura semplice
alcuni reparti importanti come l'Ostetricia anche se, pare, in via
provvisoria».
A questo punto il timore è che tutti gli altri reparti citati
facciano la stessa fine dell'Utic.
Tracanna poi definisce come «inspiegata, inspiegabile e gravissima
la chiusura dell'Utic di Atri e nessuno di quelli che hanno
responsabilità politiche sul territorio può permettere che si
creino, senza reagire, le condizioni per l'interruzione di un
pubblico servizio, per di più salvavita. Interruzione immotivata ed
illogica perché non tiene conto dell'esistente e della morfologia
territoriale». Tracanna annuncia che chiederà un incontro a
Varrassi.
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17 febbraio 2011
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