A giudizio gli ex vertici del Cirsu

In quattro accusati di aver smaltito a Grasciano rifiuti non autorizzati

       GIULIANOVA. Ex amministratori Cirsu e Sogesa a giudizio con l'accusa di aver smaltito rifiuti non autorizzati nella discarica di Grasciano. Il processo inizierà il primo a giugno alla sede distaccata del tribunale di Atri. L'inchiesta approdata ieri in udienza preliminare è quella aperta due anni fa dal pm Roberta D'Avolio (attualmente in servizio all'Aquila).  Il gup Marina Tommolini ha rinviato a giudizio Lunella Cerquoni, ex presidente del consiglio d'amministrazione del Cirsu, Francesco Nardinocchi, ex presidente del Cirsu, Sergio Fano, ex direttore generale Cirsu e Sogesa (ad esclusione di un capo di imputazione), e Romeo Battistelli, ex amministratore delegato della Sogesa. Per loro il collegio difensivo era composto dagli avvocati Lino Nisii, Guglielmo Marconi, Renzo Di Sabatino e Gennaro Lettieri. Il giudice ha stabilito il non luogo a procedere per Loreto Vanni, ex amministratore delegato Sogesa, difeso dall'avvocato Francesco Mastromauro. I fatti contestati si riferiscono ad un periodo compreso tra il 2006 e il 2007. Secondo l'accusa, che dovrà essere provata nel corso del dibattimento, i quattro ex amministratori, nei loro ruoli, avrebbero più volte violato il testo unico sui rifiuti, in particolare, smaltendo illecitamente nell'impianto di Grasciano grossi quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi (per la procura più di mille tonnellate) provenienti da privati non autorizzati. Secondo l'impianto accusatorio, infatti, le ditte da
    cui arrivavno i rifiuti non erano autorizzate perchè non rientranti nell'ambito dei comuni consorziati. «Arrecando in questo modo», si legge nel capo d'imputazione, «un danno al consorzio riducendo di fatto la volumetria disponibile per lo smaltimento da parte dei Comuni aventi diritto». I quattro, inoltre, sono accusati anche di aver abbandonato, al di fuori delle aree autorizzate, rifiuti sul terreno senza alcuna protezione. Un'altra accusa contestata è quella di non aver rispettato la norma per lo smaltimento del percolato. (d.p.)

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    27 gennaio 2011
     

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