di Lorenzo Colantonio
Uno dei bolidi che l’azienda sfornava fino a pochi anni fa
COLONNELLA. Lugano, Bologna e Milano: su queste ruote l'Atr si gioca il futuro. Sono tre le offerte presentate al commissario straordinario, Gennaro Terracciano, per l'acquisto dell'intero complesso aziendale di Colonnella o dei rami d'azienda Automotive e Aerospace. Le tre buste saranno aperte domani. I 450 operai della fabbrica dei bolidi restano con il fiato sospeso.
Ma fra le tre offerte non c'è ombra della Finmeccanica. E' sparita. Ed è già un motivo di preoccupazione per chi sogna di rivedere in funzione il gruppo che realizzava telai per Ferrari, Maserati e Porsche e che vale qualcosa come 40 milioni di euro.
La parabola dell'Atr è l'emblema della crisi che attanaglia la Val Vibrata. Dalle stelle all'amministrazione straordinaria. Dagli anni d'oro all'uscita di scena del fondatore Umberto Pierantozzi che ha scavalcato il confine per riapparire in un'azienda concorrente dell'Ascolano. E sulle tre offerte, per ora, ci sono solo i mugugni dei sindacati.
Di cosa si occupa la società cooperativa Andromeda, con sede a Milano, che chiede di acquistare il ramo d'azienda Aerospace? Stando ad internet, si occupa di tutto e di più: «Gestione di una vasta gamma di servizi d'impresa concessi dal committente, attraverso contratti d'appalto, come: appalto servizi di produzione industriale di interi settori, servizi tecnici e generici con personale specializzato (operai generici, personale e tecnici specializzati, informatici, metalmeccanici, ecc), logistica e facchinaggio, gestione di piattaforma commerciali, carico e scarico automezzi, stoccaggio
, rifornimento e controllo della merce, evasione ordini e
spedizione, allestimento scaffali e controllo scadenze nei
supermercati, pulizie civile e industriali e sanificazione
d'ambiente, elaborazione dati, gestione della contabilità e
consulenza tecnica, manutenzioni, giardinaggio e servizi in
agricoltura». Ma di scocche e telai di bolidi non si legge nulla.
Passiamo così alla seconda offerta.
L'Almise Sagl ha sede a Lugano e vuole l'intero gruppo: nove
aziende del polo del carbonio suddivise nei rami Automotive e
Areospace. La società svizzera è l'unica delle tre in corsa che
vanta una posizione forte nell'automotive design, la branca del
disegno industriale che si occupa della progettazione di veicoli
nel senso più esteso del termine (automobili, motocicli, bus,
camion, ecc.).
Infine riappare la Poggipolini di Bologna che, come la concorrente
del Canton Ticino, vuole tutto in blocco. Ma il suo non è un nome
nuovo perché appena un anno fa l'azienda bolognese, specializzata
nelle produzioni in titanio, si era detta interessata solo a una
partnership commerciale con l'Atr. E' un'azienda medio-piccola - 70
dipendenti e 13 milioni di fatturato - e il suo amministratore,
Michele Poggipolini, dichiarava sempre dodici mesi fa: «Possiamo
portare immediatamente commesse all'Atr». Lasciando quasi intendere
di voler fare da apripista ad un altro grosso gruppo. Sta di fatto
che queste tre offerte sono l'ultima spiaggia per la fabbrica dei
bolidi. E delle tre, sulla carta, avrà priorità chi assicura il
mantenimento del maggior numero di posti di lavoro. Ma Fiom, Fim e
Uilm, dopo un incontro con il coadiutore del Commissario
Straordinario, De Bellis, hanno espresso «forti preoccupazioni
sulla salvaguardia dei livelli produttivi ed occupazionali» e hanno
incalzato la Regione per conoscere l'esito del confronto svolto
dall'assessore Castiglione e dal presidente della Provincia Catarra
al ministero della Sviluppo Economico per le commesse del settore
Aerospaziale, Galileo e Augusta. Che finora hanno solo l'aspetto di
due chimere.
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24 gennaio 2011
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