La Hack: Gelmini, riforma strazio

L'astrofisica parla ai ragazzi del Pascal e presenta il suo ultimo libro

    di Barbara Gambacorta TERAMO. Ottantasette anni e la grinta di una ragazzina mentre difende con tutta se stessa l'amore della sua vita, la ricerca. Ieri mattina l'astrofisica Margherita Hack ha incantato con la sua lezione la platea di studenti arrivati da tutta la provincia all'istituto programmatori "Pascal". La Hack è stata protagonista di un incontro voluto dalla casa editrice Zikkurat Edizioni&Lab.

    Per la presentazione del libro "Diario di un incontro" scritto con Marco Santarelli (direttore della Zikkurat) e anche per il progetto scolastico "Okkio all'astronomia», condotto in collaborazione con la facoltà di Scienze della comunicazione. Con lei a discutere di scienza, ricerca ed astrofisica c'erano Raffaella Morselli dell'Università di Teramo, Oscar Straniero, direttore dell'osservatorio di Collurania, Teresa Speca, del club Unesco di Teramo, Franco Eugeni dell'Accademia Piceno Aprutina insieme al dirigente del Pascal, Piero Natale.

    «La riforma Gelmini è uno strazio», così la Hack senza usare mezze parole ha commentato le idee del goveno in materia di istruzione, «sta impoverendo tutta la scuola, di ogni ordine e grado, a partire dalle elementari che tutti ci riconoscono come un'eccellenza». A fare le spese dei tagli e dei trasferimenti di fondi alle scuole e alle università private, secondo la Hack, sarà proprio la ricerca.

    «La ricerca deve basarsi solo sulla curiosità, non si può favorire solo la ricerca applica
    ta e guardare esclusivamente ai risultati concreti», ha spiegato, «per questo ci vogliono università aperte a tutti, questo è quello che devono capire i nostri politici». Così la Hack ha spiegato come anche i suoi studi nel campo dell'astrofisica possano avere un risvolto pratico.

    «Le stelle», ha detto, «sono come delle centrali nucleari naturali e pulite con dei termostati che ne regolano il funzionamento, osservandole possiamo imparare molto». E pensare che nel suo percorso scolastico - come ha raccontato ai ragazzi - è passata dal liceo classico alla facoltà di Lettere, assecondando solo successivamente la passione per la fisica.

    Tanti i ragazzi che le hanno rivolto domande, anche quella immancabile del «Siamo soli nell'universo?».

    «La probabilità che esistano altre civiltà è quasi sicura, ma la possibilità che noi riusciremmo ad incontrarli è quasi nulla», ha spiegato la Hack che ha voluto poi ribadire il suo convinto ateismo, «ho sempre pensato di più all'aldiqua che all'aldilà ma credo che l'etica che debba guidare tutti, credenti e non, sia quella dell'ama il prossimo tuo come te stesso».

    Alla Hack sono stati consegnati diversi riconoscimenti, un diploma onorario è arrivato dall'Accademia piceno aprutina insieme a quello dell'associazione "Collurania". La scienziata ha ricevuto inoltre alcuni ritratti realizzati durante l'incontro in estemporanea da due allievi del liceo artistico e dal docente Marco Pace.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    6 novembre 2010
     

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