di Lorenzo Colantonio
Claudio Moffa (a destra) e lo storico francese Robert Faurisson
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TERAMO. «Non sapevo nulla del contenuto della lezione tenuta a Teramo dal professor Claudio Moffa. Anche perché lasciamo piena autonomia di insegnamento ai docenti. Ma, alla luce di quanto è accaduto, saranno presi provvedimenti. Il 13 ottobre è stato convocato un Consiglio di facoltà per decidere su questa vicenda». È la prima reazione che esce dall'Ateneo teramano, dopo la notizia pubblicata da
Repubblica della nuova lezione sul revisionismo e la negazione della Shoah tenuta dal docente
Claudio Moffa, il 25 settembre scorso a Teramo. Chi annuncia provvedimenti è il preside di Scienze politiche,
Enrico Del Colle che però ha preso la guida della facoltà solo dal primo ottobre scorso, subentrando al preside uscente
Adolfo Pepe, cioè a lezione di Moffa già avvenuta.
BUFERA IN UNIVERSITA' Moffa non puo essere cacciato: nessuno può entrare nel merito delle lezioni |
I docenti di Scienze politiche contro MoffaREPUBBLICA.IT Lezioni di negazionismo all'università |
VIDEO: la lezione di Claudio Moffa<
strong>LA LETTERA
Una
vittima della Shoah scrive al rettore: "Condannatelo a un tour ad
Auschwitz"
Sono passati tre anni dagli
scontri
in piazza per la lezione revisionista tenuta a Teramo da
Robert Faurisson. Dopo quel fatto il senato
accademico dell'università teramana pose il veto su Moffa che
trasferì il suo master a Roma. Ma il veto non era assoluto perché
poco dopo il master venne riammesso, seppur tenuto sotto controllo.
In sintesi, Moffa non avrebbe potuto invitare personaggi
identificabili come revisionisti. Il consiglio di facoltà di
Scienze politica, però, non ha potuto negare allo stesso Moffa la
propria autonomia d'insegnamento. Per ora, il rettore,
Rita
Tranquilli Leali, non si pronuncia. E' impegnata in un
consiglio d'amministrazione.
Un anno fa, vennero
tutti
assolti dall'accusa di rissa perché il fatto non sussiste
gli
otto ebrei romani venuti a Teramo nel 2007 per impedire che lo
storico francese Robert Faurisson, che nega l'Olocausto, tenesse
una conferenza. La spedizione ottenne il risultato sperato dopo
un'ora di tensione e tafferugli tra piazza Martiri della Libertà e
corso San Giorgio. Con gli otto romani, è stato assolto dall'accusa
di rissa anche il segretario teramano del Mis (Movimento idea
sociale)
Agostino Rabbuffo, che quel giorno in
piazza ebbe un confronto molto acceso con alcuni degli ebrei. Il
giudice monocratico Antonio Converti ha invece condannato a due
mesi e al pagamento delle spese processuali (pena sospesa) un
componente del gruppo romano,
Emanuele Di Segni di
37 anni, per l'accusa di usurpazione di pubbliche funzioni. Di
Segni, durante i tafferugli, si sarebbe qualificato come un
poliziotto consentendo a un compagno, che era stato immobilizzato a
terra da un agente vero, di scappare. Il giudice ha ridefinito
l'imputazione in sostituzione di persona. Il pubblico ministero
Donatella Capuani aveva chiesto l'assoluzione di
Rabbuffo e la condanna di tutti i romani a 200 euro di multa per la
rissa.
Il fatto che quel giorno di maggio nel cuore del centro di Teramo
siano avvenuti degli incidenti è innegabile. Il docente
universitario Claudio Moffa, che aveva invitato Faurisson, si
frappose tra uno degli ebrei e lo studioso francese e prese un
mezzo schiaffo in faccia, per il quale non presentò poi alcuna
querela. Faurisson e Moffa furono portati via dalle forze
dell'ordine, ma il loro allontanamento dalla scena non placò il
gruppo di ebrei (circa una ventina di persone, la maggior parte
giovanissimi), che innescò ripetuti momenti di violenza verbale e
fisica sia con la polizia che con i teramani che passavano da
quelle parti. Tra questi c'era Rabbuffo. La tensione degenerò in un
parapiglia nel quale il capo della squadra mobile, Gennaro Capasso,
prese un calcio che gli costò la frattura di una costola.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
7 ottobre 2010
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