La città ciclabile si è già sbiadita

Sono quasi invisibili le strisce che delimitano i percorsi ciclopedonali

    di Valerio Pierantozzi  TERAMO. Strisce gialle "fantasma", macchine in divieto di sosta, fioriere, pali e persino cantieri. Viaggiare in bicicletta nel centro storico di Teramo pare essere quasi impossibile oggi. La pista ciclopedonale è in realtà un percorso irto di ostacoli. La famosa città ecologica, quale doveva diventare Teramo, sembra essere un progetto ancora lontano.  La pista ciclabile si è quindi "sbiadita". Le vie del centro storico che hanno il percorso riservato alle due ruote presentano una moltitudine di problemi. Il primo, e più evidente, è la scomparsa delle strisce gialle. Su via Giannina Milli, via d'Annunzio e via Nazario Sauro, riconoscere dove si trova la pista è già un'impresa. Bisogna proprio osservare attentamente l'asfalto altrimenti non ci si fa caso, perché il tempo e il passaggio dei veicoli ha pressoché del tutto cancellato le linee delimitatorie.  Inoltre, mentre su via d'Annunzio almeno la pista è sgombra, su via Milli macchine e motorini in sosta ostruiscono il passaggio. Il peggio, comunque, deve ancora arrivare.  Come già segnalato dal Centro nel maggio scorso, la situazione più complicata si trova in via Sauro. Qui l'incauta persona che si è azzardata a prendere una bicicletta per muoversi dentro Teramo deve affrontare un vero percorso a ostacoli. Quasi non si fa più caso ormai alle macchine parcheggiate in divieto di sosta: sembrano essere diventate la normalità. Ma mentre una multa e l'attenzione costante dei vigili ur
    bani può far desistere gli automobilisti maleducati dall'occupare la zona riservata, altri problemi sembrano invece più difficili da risolvere.  Il ciclista o il pedone che percorre la strada in direzione piazza Martiri della Libertà, dopo le macchine in sosta, dovrà affrontare nell'ordine: un bidone dell'immondizia; due fioriere all'ingresso di una casa; dei pali piantati male che, invece i delimitare il percorso, lo occupano; e infine il cantiere della ristrutturazione di un palazzo.  Eppure non sono passati nemmeno cinque mesi da quando il sindaco Maurizio Brucchi aveva incassato l'applauso di tutti a Bruxelles, alla conferenza stampa sull'energia sostenibile, parlando del progetto di una "città della bicicletta e del pedone". Si era poi parlato di città ecologica e di "eco-giunta", mettendo a disposizione degli assessori delle istituzionali biciclette nere al posto delle più classiche e inquinanti auto blu. A seguire era stata anche organizzata con grande successo la "giornata ecologica", cui avevano aderito tremila teramani entusiasti di potersi riappropriare della città e di viverla in maniera ecosostenibile.  L'idea di incentivare l'uso delle biciclette rimane buona, ma va attuata e sostenuta. Altrimenti anche il progetto del bike sharing non potrà mai decollare definitivamente, rimanendo l'ennesima occasione sprecata.

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    30 settembre 2010
     

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