di Alex De Palo
SANT'OMERO. Sui cosiddetti speed check scatta l'indagine della magistratura. La polizia stradale di Teramo ieri è piombata in Comune a Sant'Omero per acquisire la documentazione relativa ai misuratori di velocità mai entrati in funzione. I totem simili a bidoni dell'immondizia, sparsi sulla Sp 259, sulla Sp 8 e sulla Sp 7 a Villa Ricci, non sono mai stati rimossi nonostante la prefettura ne avesse ordinato la disattivazione già la scorsa primavera. Quei gabbiotti dentro cui sarebbero dovuti essere installati gli autovelox non solo non sono stati smontati, ma i led luminosi ancora si rendono visibili agli automobilisti. Così ieri mattina gli agenti della stradale, delegati dalla procura alle indagini, hanno acquisito in Comune la documentazione utile a far luce sui misuratori fissi della velocità. «È illegittimo l'uso degli speed check se privi di strumentazione idonea a rilevare la velocità e senza la contestazione immediata nei confronti di chi commette infrazione al codice della strada», aveva sentenziato la prefettura, che si richiamava a quanto stabilito dal dirigente della Polstrada di Teramo. Il prefetto
Eugenio Soldà, nella sua missiva, vietava l'uso degli speed check, ritenendoli illegittimi se privi di strumentazione. La nota prefettizia richiamava anche un problema di sicurezza stradale: «La presenza di "simulacri" ai bordi della carreggiata potrebbe essere una vera e propria insidia stradale che, in quanto tale, dovrebbe essere necessariamente protetta da barriere laterali di sicurezza». Barriere che a Sant'Omero non ci sono.
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21 settembre 2010
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