di Emanuela Michini
TERAMO. Saranno quattordici le onlus che domani sera riceveranno un riconoscimento nell'ambito della manifestazione Premio Volontariato Teramo. E quest'anno, proprio nella celebrazione dell'anno europeo della lotta alla povertà, saranno premiate proprio quelle associazioni locali che si battono quotidianamente per combattere le numerose forme di povertà. «Il premio non vuole essere una classifica», ha spiegato ieri il presidente del Centro servizi per il volontariato di Teramo,
Massimo Pichini, durante la presentazione della manifestazione. «Le associazioni saranno chiaramente tutte ex aequo e riceveranno un premio simbolico in denaro», ha detto, «il significato vero dell'iniziativa è quello di porre al centro dell'attenzione cittadina l'operato silenzioso dei volontari». Il premio, giunto alla sua decima edizione, e promosso in collaborazione con Comune e Provincia di Teramo, oltre che con il patrocinio della Regione, prevede un fitto calendario di eventi. Raddoppiati i momenti di dibattito: un convegno sulla povertà, la mattina alle 10.30 al Parco della Scienza con don
Eugenio Nembrini, e una tavola rotonda, la sera alle 20.45 in piazza Martiri, moderata dal giornalista
Umberto Braccilli. Ci saranno inoltre due momenti musicali, entrambi in piazza Martiri: il primo alle 17 con la Bellante band Primo Riccitelli, diretta dal maestro
Michele Furia, e il secondo, al termine della tavola rotonda, con il concerto del cantante
Ron, testimonial dell'evento. Un
altro appuntamento culturale verrà offerto dal parco della Scienza: in via eccezionale infatti, dalle 10 alle 13, si potrà visitare il museo della fisica e dell'astrofisica "Galileium". E dalla mattina si potranno conoscere direttamente i protagonisti del volontariato: le onlus saranno presenti in piazza Martiri con stand a partire dalle 9.30. Durante il Premio sarà distribuito il terzo numero del periodico "Cuore volontario", la rivista del Csv, interamente dedicato al tema della povertà. «Povertà», ha spiegato il direttore editoriale della rivista
Nicola Catenaro, «più diffusa di quel che si pensa, perchè intesa non solo come ristrettezza economica, ma anche come povertà del tessuto sociale, come esclusione».
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3 settembre 2010
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