ALBA ADRIATICA. Parte l'inchiesta della procura sul mare Bandiera blu inquinato. La denuncia porta le firme dei genitori dei bimbi colpiti da gastroenterite. C'è un fascicolo penale, lo stesso procuratore capo Gabriele Ferretti ha ordinato l'acquisizione di analisi dell'Arta e cartelle cliniche. E' ipotizzabile che si possa procedere per lesioni e disastro ambientale. La rabbia dei genitori dei cinquanta bambini finiti in ospedale ha sortito effetto. Tra le denunce c'è anche quella della famiglia di Treviglio in vacanza ad Alba il cui bimbo di appena un anno è stato per sei giorni grave in ospedale. La storia di Nicolò è stata raccontata dalla nonna al Centro, e proprio questa mattina la polizia di Treviglio acquisirà le cartelle cliniche del bimbo. E il Wwf, intanto accusa. «Il fiume Vibrata è una fogna e le analisi dell'Arta lo dicono dal 2004».
LE NUOVE ANALISI. Alla foce del Vibrata i batteri fecali salgono a quota 400mila, ma 150 metri a sud crollano ad appena mille unità per millilitro. Eccole le nuove attesissime analisi che confermano la grave situazione allo sbocco del fiume, ma per il sindaco di Alba, Franchino Giovannelli, è un risultato positivo. Preso in contropiede dall'emergenza, Giovannelli ha disposto solo venerdì scorso il divieto di balneazione, quando ormai l'ondata di enteriti era già diventata dirompente. Lo stesso discorso vale per il sindaco di Martinsicuro, Abramo Di Salvatore, che è in ferie e solo sabato ha piazzato il divieto per 250 metri a nord del Vibrata.
POLITICA KO. L'emergenza che ha colpito decine di bimbi e mandat
o ko il turismo ha soprattutto messo a nudo l'impreparazione dei
politici, degli amministratori locali, degli assessori al ramo.
Qualcuno di questi ha persino chiesto ai giornali di non pubblicare
più le notizie sull'inquinamento che, però, nel frattempo cresceva
e faceva ammalare bimbi e adulti di gastroenterite. Soltanto ieri,
peraltro, alla Capitaneria di porto di Giulianova, sono giunte
trenta telefonate in un'ora di turisti che chiedevano, preoccupati,
i risultati delle nuove analisi. Mentre i politici, fino ad oggi,
non hanno saputo comunicare nessun dato certo. E qualcuno ha
persino risposto: «Ma io sono in ferie». I DEPURATORI. Il primo
grande impianto di depurazione a finire nel mirino della Forestale
è quello consortile di Martinsicuro-Alba Adriatica dimensionato,
dice il Ruzzo, per circa 92mila abitanti. Il carico di liquami da
trattare era eccessivo, oppure a monte dello sversamento di acque
scure finite nel torrente Vibrata, che ha prodotto a Ferragosto la
moria di decine di chili di pesce, c'è un black out dell'impianto
gestito dalla Ruzzo Reti? La manutenzione è stata carente? Per ora
le domande restano senza risposte. Le darà la procura. Avvicinarsi
ed entrare nel depuratore consortile è praticamente impossibile. Un
cancello vieta l'accesso ed una fitta vegetazione cela l'impianto,
ma la puzza c'è e si sente sull'ultimo tratto della Sp 259 di
collegamento con il casello dell'A14 e la statale 16. E su questo
impianto che ricadono le accuse dell'emergenza.
ALTRI PRELIEVI. In attesa dei risultati sulle carcasse dei pesci
morti da parte dell'Istituto zooprofillatico, ieri mattina l'Arta
ha eseguito la terza serie di prelievi, a 400 metri a nord della
foce del Vibrata e a 500 metri a sud, oltre che all'uscita del
depuratore e lungo l'asta terminale del torrente iperinquinato. La
polizia provinciale da domani risalirà, come ha già fatto per
Corropoli e Nereto dove sono state evidenziate carenze nei
rispettivi sistemi di depurazione, il torrente ed i vari affluenti
fino a Sant'Egidio alla Vibrata cercando di scoprire scarichi
abusivi. E per il 30 agosto in Provincia, con una lettera a firma
dell'assessore all'Ambiente, Francesco Marconi e del vicepresidente
Renato Rasicci, è stato convocato un tavolo di lavoro con i sindaci
della Val Vibrata, l'Ato dell'acqua e la Ruzzo Reti. Ma ormai è
davvero troppo tardi
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24 agosto 2010