di Lorenzo Colantonio
ALBA ADRIATICA. Niente bagni nel mare Bandiera blu. La spiaggia è gremita di turisti, ad Alba, il giorno dopo i dati shock dell'Arta, 600mila unità per millilitro di Escherichia coli nel Vibrata e 300mila alla foce, quando il limite è 3mila, ma nessuno si azzarda a tuffarsi. E' lo scenario che si presenta alle 12 di ieri sulla spiaggia a Sud della foce del Vibrata. I pesci morti, fino a tre giorni fa ammassati alla fine del Vibrata, non ci sono più. Ma a cento metri dalla foce campeggia un cartello giallo: «Divieto di balneazione, mt 150, ordinanza del 20 agosto 2010». E sullo sfondo sventola la Bandiera blu di uno stabilimento. E' l'immagine simbolo dell'emergenza dell'estate, scoppiata 7 giorni fa con la moria di pesci e seguita dalle decine di ricoveri di bimbi per enterite.
LA MAPPA Le bandiere blu in Abruzzo«MIO NIPOTE MALATO». «Sono la nonna di un bimbo di 1 anno», si legge sul blog del Centro tra molti messaggi. «I suoi genitori, dopo un anno di sacrifici, hanno messo con gran fatica da parte i soldini necessari all'affitto di un mini appartamento ad Alba adriatica per portarci il bimbo. E' partito sano come un pesce. Tornato il 15 agosto è finito in ospedale (Treviglio) dove è stato salvato solo grazie a flebo continua (dal 15 al 22 agosto). Il 22 il bimbo viene dimesso. Ora è a casa, ha ancora sca
riche diarroiche, non mangia. Un bimbo che correva tutto il giorno
ora fatica a stare seduto. Non si regge più. Voglio vedere in
galera i responsabili di questo disastro. Dimenticavo: a seguire,
tutti i familiari che hanno a turno assistito il bimbo si sono
ammalati: mamma, papà e 3 nonni! Spero che nessun altro bimbo
ricoverato sia stato contagiato», si augura Caterina Triassi, nonna
di Nicolò, ma non sa che Pediatria dell'ospedale Val Vibrata non ha
più posti liberi.
TROPPO TARDI. Un'emergenza sottovalutata nei primi giorni
dagli amministratori locali (il divieto infatti porta la data di
venerdì), esplosa e finita ieri alle 13,30 anche tra le notizie del
Tg1, per 8milioni di telespettatori, dopo la diffussioni dei dati
sull'inquimento. Il sindaco Franchino Giovannelli, in tv,
minimizza. «Ma noi siamo in piena crisi», si sfoga la signora V.
proprietaria di uno stabilimento. «I turisti non vogliono più
pagare l'affitto dell'ombrellone perché non possono fare il bagno,
ma a noi chi ci risarcisce? Chiediamo che vengano presi seri
provvedimenti verso chi ha causato l'inquinamento, non deve
accadare più», conclude l'operatrice balneare.
L'INDAGINE. I sospetti ricadono sul depuratore del
Vibrata: lì davanti la quantità di batteri fecali è da record. Su
questo indizio indagano polizia provinciale e Guardia costiera,
mentre i turisti protestano (LEGGI
Moria
di pesci alla foce del fiume).
Alessandro viene da Roma con la famiglia: «Sono i nostri ultimi
giorni di ferie, ma non possiamo fare il bagno e si sentono degli
odori sgradevoli».Alle 12,30, l'arenile della foce del Vibrata è
quasi deserto. Solo la signora Romina di Varese passeggia sul
bagnasciuga: «Sono solo venuta a vedere. Ma non ho l'ombrellone in
questa zona», esclama e un albergatore sbotta: «Voglio avere
chiarimenti sui controlli del Vibrata».
(ha collaborato Laura Ripani)
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23 agosto 2010