TERAMO. Il consigliere regionale
Berardo Rabbuffo interviene sul problema della pesca alle vongole nell'area marina protetta del Cerrano, che sta alimentando nuove polemiche. «Credo che tutti noi desideriamo una natura protetta», sostiene Rabbuffo, «nell'equilibrio di una società viva. Ma negli ultimi anni ci viene imposto un modello di ambiente che deve essere precluso all'uomo, ispirato da un becero integralismo ambientale. La polemica che si alimenta da mesi sull'istituzione dell'area marina protetta del Cerrano è frutto di questa impostazione. Sento, perciò, di condividere le parole del presidente dell'Amp,
Benigno D'Orazio, che intende trovare una soluzione concordata con i pescatori, che tenga da un lato l'interesse di tutelare e conservare la natura con la possibilità per la gente di goderne e capirne la bellezza, e dall'altra di evitare gravi e dolorose compressioni ad un'economia già in difficoltà». Rabbuffo ricorda come il 5 maggio scorso, «presente io stesso, presso la sede dell'assessorato alle politiche agricole a Pescara, il Comune di Pineto, il Comune di Silvi, la Provincia di Teramo, la Regione Abruzzo e il Cogevo convenivano di accettare la proposta di modificare l'attuale zonizzazione al fine di definire un corridoio all'interno del quale è consentita la pesca ai molluschi bivalvi. Pertanto, per la definitiva soluzione del problema è necessario che tutti i soggetti provvedano a realizzare concretamente quanto solo tre mesi fa condiviso e sottoscritto». Il riferimento è, evidentemente, al Comune di Pineto, che ha delle perplessità sul corridoio di pesca.
8 agosto 2010
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