di (hanno collaborato / Alex De Palo / e Beatrice Marinelli)
SANT'EGIDIO. E' morto a 22 anni, folgorato da una scarica elettrica mentre lavorava con il futuro suocero. Stavano saldando i pezzi di un gazebo di ferro quando è stramazzato a terra davanti alla giovane fidanzata. Andrea Kasem, padre egiziano e mamma italiana, è la vittima dell'ennesima tragedia sul lavoro. Il ragazzo, un lavoro come muratore e una grande passione per il motocross, viveva a Villa Lempa con i genitori e un fratello. Ieri mattina era andato a Faraone, piccola frazione di Sant'Egidio, per aiutare Albino Izzi, il padre della sua fidanzata che ha un'azienda agricola. E proprio in un'area dell'azienda dovevano montare un gazebo per vendere frutta e verdura della loro terra.
LA TRAGEDIA. Intorno alle 8 avevano iniziato a sistemare i pali. L'infortunio sul lavoro è avvenuto in pochi istanti intorno alle 10.30. La dinamica, all'esame dei carabinieri della stazione di Sant'Egidio, diretti dal maresciallo
Mario De Nicola, è tutta da ricostruire. A cominciare da chi stava usando la saldatrice da cui sarebbe partita la scarica. Inizialmente si era sparsa la voce che fosse il futuro suocero mentre il giovane manteneva un palo, ma successivamente qualcuno ha detto che ad usare la saldatrice era il giovane muratore.
Quando sul posto sono giunti i vigili del fuoco la saldatrice era staccata dalla presa, mentre dal contatore Enel usciva un filo lungo circa 30 centimetri, sprovvisto dello scarico a terra. La mancanza di un quadro elettrico non ha permesso che scattassero il
differenziale (o salvavita) ed il magnetotermico interrompendo così
il passaggio di elettricità. Il giovane è stato investito da una
tensione pari a 220 volt (dal contatore partiva la trifase) che lo
ha ucciso. I soccorsi sono scattati immediatamente e sul posto,
oltre a numerose ambulanze, è arrivato anche l'elicottero del 118.
Ma per il giovane ormai non c'era più nulla da fare. I carabinieri
su disposizione del pm di turno
Davide Rosati,
hanno sequestrato la saldatrice, i fili elettrici collegati al
contatore e lo stesso contatore. Nel frattempo, sia l'ispettorato
del lavoro che la medicina del lavoro hanno effettuato altri
accertamenti. Per questa mattina è stata fissata l'ispezione
cadaverica. Il giovane, nella caduta, avrebbe riportato un grave
trauma cranico, ma la morte è stata provocata dalla violenta
scossa.
LA VITTIMA. Andrea Kasem, nato in
Italia, viveva con i genitori e il fratello Omar, elettricista, a
Villa Lempa. Il padre egiziano è fuori per lavoro e già ieri si è
messo in viaggio per rientrare. Una famiglia unita, fatta di
lavoratori. Andrea, tanti amici su Facebook e una grande passione
per il motocross, da qualche tempo si era fidanzato con Clarice
Izzi. «Un grande amore», raccontano gli amici arrivati davanti
all'obitorio, «stavano insieme da circa un anno e si volevano un
gran bene».
Il giovane frequentava assiduamente la famiglia della sua fidanzata
e ieri mattina aveva deciso di dare una mano al futuro suocero.
«Andrea era un ragazzo disponibile con tutti», raccontano ancora
gli amici, «gran lavoratore, educato con tutti». L'ex sindaco di
Civitella
Mario Tulini, che conosceva bene la
vittima, con le lacrime agli occhi ricorda l'educazione e la bontà
del ragazzo. «Una famiglia di gente perbene» dice l'ex
amministratore.
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28 maggio 2010
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