di Alex De Paolo e Beatrice Marinelli
SANT’EGIDIO. In manette l’aggressore dell’ultras santegidiese. Ai carabinieri sono bastate poche ore per individuare Cristiano Tanoni: il tifoso 22enne della curva recanatese è accusato di tentato omicidio. E’ il suo, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, il pugno che ha provocato un trauma cerebrale a Marco Di Lodovico negli scontri a Sant’Egidio al termine della partita.
Il tifoso giallorosso è finito sabato sera nella Neurochirurgia dell’ospedale di Teramo con il viso devastato. Le sue condizioni di salute sono in netto miglioramento: ha un trauma cranico ma è perfettamente vigile. Ieri i medici lo hanno dichiarato fuori pericolo, sciogliendo la prognosi. I militari guidati dal maresciallo
Mario De Nicola, (l’inchiesta è affidata al sostituto procuratore
Stefano Giovagnoni), sono andati a prelevare Tanoni nella sua abitazione di Recanati sabato intorno alle 23,30.
LA RISSA. La tranquilla giornata calcistica si è trasformata nel parapiglia violento tra le due curve rivali. Tutto è cominciato, secondo gli inquirenti, quando una ventina di supporter del Recanati, ospite della Santegidiese, si è accorto era stato preso un proprio striscione. Una provocazione che ha esacerbato gli animi. La situazione è degenerata quando i tifosi marchigiani non hanno ottenuto la riconsegna dello striscione dai vibratiani, fra i quali c’era anche
Marco Di Lodovico, il 40enne finito in ospedale.
Ne è nata una colluttazione. Due della Sant hanno sfod
erato dai pantaloni la cintura, vibrandola come uno scudiscio e per
questo sono stati denunciati per porto abusivo di armi improprie.
Agli stessi, con altri due recanatesi, sarà vietato l’accesso agli
stadi. La vera aggressione a Di Lodovico sarebbe invece maturata
quando quest’ultimo si sarebbe rifiutato di riconsegnare lo
striscione. Tanoni, prima di dileguarsi, gli avrebbe sferrato un
pugno al volto facendolo stramazzare a terra. Di Lodovico era
sanguinante. Sul suo viso i soccorritori del 118 hanno gettato un
po’ d’acqua. Sembrava si fosse ripreso ma, poco più tardi è stato
necessario portarlo all’ospedale di Sant’Omero e da qui al
Mazzini.
LA TESTIMONIANZA. «Stavamo tornando verso i
parcheggi vicino al campo, quando ci siamo accorti che un ragazzo
era riverso a terra», racconta una testimone, «abbiamo visto Marco
stordito e col sangue che gli usciva dall’orecchio. Ci siamo
spaventati, è stata chiamata la Croce bianca per dargli soccorso.
Non c’è voluto molto perchè la voce di un ferito si spargesse,
tanto da far accorrere tutti i tifosi. Sono stati momenti concitati
in cui non si capiva molto. Un gruppo della tifoseria avversaria
impaurito dalla reazione dei santegidiesi è scappato tra le
campagne, inseguito dai carabinieri. Nel frattempo Marco, all’a
rrivo del 118, ha rifiutato il soccorso, cercando di tornare a casa
da solo». Di Lodovico è molto conosciuto in paese, appassionato di
calcio e per ora disoccupato, ha gestito per alcuni anni un bar a
Sant Egidio.
L’ARRESTO. Subito dopo la rissa i carabinieri
hanno ascoltato i testimoni, tra cui il padre dell’aggredito.
Interrogati in caserma anche alcuni ultrà maceratesi fra i quali c’e
ra
Francesco Romoli, arrestato per aver violato il
divieto di accesso agli stadi. Tanoni è stato ammanettato nella sua
Recanati. Si era sbarazzato della maglietta e dello zainetto con
cui era al Comunale di Sant’Egidio. In un primo momento ha tentato
di negare ai carabinieri ogni addebito poi ha detto di aver
sferrare il pugno perchè provocato.
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29 marzo 2010