di Dino Venturoni
TERAMO. La vicenda dell’autovelox di Canzano, dopo aver fatto notizia per i suoi grandi numeri (10.700 verbali elevati in quattro mesi e mezzo e oltre mille ricorsi già presentati), rischia di innescare uno scontro tra istituzioni che nel Teramano ha pochi precedenti.
Il prefetto
Francesco Camerino ieri ha rinnovato al sindaco di Canzano
Francesco Di Marco l’invito a collaborare «per definire in tempi rapidi e senza ulteriori oneri economici», si legge in una nota della prefettura, «la vicenda delle infrazioni rilevate a mezzo di apparecchiatura fissa».
Il sindaco, infatti, ha dichiarato alla stampa di volersi opporre alla decisione del prefetto di archiviare i verbali elevati da agosto in poi a Piano di Corte, sulla Ss 150. Motivazione dell’annullamento? L’autovelox è stato posizionato all’interno del centro abitato senza che vi sia stata la contestazione immediata delle infrazioni. Motivazione dell’annunciata resistenza? Quello, codice della strada alla mano, non sarebbe, in realtà, un centro abitato.
Il prefetto ricorda che la sua decisione «è conseguente alle decisioni della giunta municipale di Canzano, con le quali fu stabilito il perimetro del centro abitato». La nota della prefettura rivela anche che, qualche giorno fa, il Comune di Canzano ha provato ad annullare le sue precedenti decisioni. «La deliberazione della giunta municipale di Canzano adottata lo scorso 3 marzo, con la quale è stato definito un nuovo perimetro di quel centro abitato, meno esteso del precedente, non fa venir
e meno gli effetti prodotti fino a quella data dalle precedenti
delibere». Insomma: c’è poco da cambiare i perimetri, fino al 3
marzo le multe sono nulle.
Segue l’auspicio del prefetto «che il sindaco di Canzano collabori
per chiudere la vicenda nel più breve tempo e senza ulteriori
aggravi di spesa. È dunque rimesso alla valutazione del Comune di
Canzano», chiude la nota della prefettura, «decidere se adottare un
atto di autotutela per aderire all’invito formulato dal prefetto di
trasmettere in tempi rapidi l’elenco dei verbali notificati e non,
in modo che la prefettura possa procedere alla loro archiviazione
cumulativa.
Qualora non pervenisse l’elenco, i cittadini ai quali è stato
notificato il verbale di contravvenzione dovranno decidere se
presentare ricorso al giudice di pace o al prefetto per chiederne l’
archiviazione con conseguenti, rilevanti oneri economici per le
pubbliche amministrazioni e per gli stessi cittadini».
L’obiettivo della prefettura è, ovviamente, non intasare più di
quanto sia già avvenuto i propri uffici e quelli del giudice di
pace. Ma una cosa, finora, la prefettura non l’ha chiarita: cosa
deve fare per essere rimborsato chi ha pagato le contravvenzioni
senza fare ricorso e non è più nei tempi per farlo. Il prefetto,
contattato ieri dal Centro tramite il suo capo di gabinetto
Roberta Di Silvestro, ha dichiarato di non voler
aggiungere altro rispetto a quanto comunicato nella nota.
10 marzo 2009