TENNIS

Internazionali d'Abruzzo, da Elias a Giannessi ci sarà da divertirsi

Il portoghese grande favorito: è il numero 88 della classifica mondiale. L’azzurro reduce dalla Davis e Bolelli guidano la pattuglia degli italiani

FRANCAVILLA. Si annuncia un tabellone dei qualificati di spessore alla prima edizione dell'Atp Challenger di Francavilla, una manifestazione che arriva in Abruzzo grazie alla Mef Tennis Events del manager, Marcello Marchesini, protagonista da oltre dieci anni nel circuito professionistico mondiale con i Challenger organizzati in Umbria, a Todi e Perugia. Scorrendo la lista dei professionisti della racchetta che saranno impegnati sul "rosso" di Francavilla le premesse sono davvero ottime. Il ventiseienne portoghese Gastao Elias, ex numero 57 Atp e attualmente numero 88 della classifica mondiale, parte con i favori del pronostico. Un combattente a proprio agio sulla terra battuta, già vincitore di due Challenger in Italia, a Mestre e Torino. In più Elias può vantare i quarti di finale nel torneo Atp di San Paolo, gli ottavi a Buenos Aires e le semifinali a Bastad e Umago.

Tra i favoriti anche lo spezzino Alessandro Giannessi (nella foto) già nel giro azzurro (è reduce dall’esordio, vincente, in coppa Davis a Charleroi avvenuto prima di Pasqua) e vincitore lo scorso anno del Challenger Atp di Stettino in Polonia. Non sarà l'unico azzurro, a Francavilla, con ambizioni di vittoria. Da Marco Cecchinato a Stefano Napolitano, da Matteo Donati a Lorenzo Giustino, tutti potranno dire la loro sui campi del circolo tennis Sporting Club. In più Riccardo Belotti e Salvatore Caruso. Senza dimenticare le quattro wild card a disposizione del direttore del torneo Luca Del Federico, destinate in particolare modo a giocatori indicati dalla Fit, con la possibilità di migliorare ulteriormente il livello del torneo. Una è stata assegnata a Simone Bolelli che dopo un brutto inofortunio sta tornando in condizione. Se avrà ritrovato la giusta forma potrebbe portare a casa la vittoria.

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Tra gli stranieri da segnalare il ventenne talento svedese Elias Ymer, già protagonista nei tornei Mef con la semifinale al Challenger di Perugia e con in bacheca due vittorie in Italia, a Barletta e Caltanissetta. E chi, invece, proprio giovanissimo non è, ma ancora si dimostra un osso duro per chiunque, in particolar modo sulla terra battuta, Rubén Ramirez Hidalgo. Il trentanovenne spagnolo, ex numero 50 del mondo e attualmente numero 149, in carriera vanta numeri di spessore. Oltre 300 match vinti nei Challenger e 8 titoli portati a casa. Il torneo Atp di Francavilla propone quindi un mix perfetto di tennisti dall'infinita esperienza e talenti emergenti che compiono i primi passi nel tennis che conta, scalando la classifica mondiale. E in questo senso il pubblico avrà la possibilità di ammirare da vicino due tennisti che sono destinati ad occupare nel prossimo futuro le prime 10 posizioni della classifica mondiale. È il caso del russo, con passaporto kazako, Alexander Bublik e del greco Stefanos Tsisipas. Potenza, talento e follia. Alexander Bublik è esploso lasciando abbagliati per intensità e grinta, tra smorzate millimetriche e accelerazioni devastanti. Il diciannovenne gigante russo, alto 193 centimetri nato a 20 km da San Pietroburgo da una famiglia di sportivi, viene da un 2016 eccezionale. Ben 823 le posizioni scalate nel ranking in poco più di un anno passando dalla numero 964 Atp di fine 2015 all'attuale 141esima.

Non è da meno Stefanos Tsisipas, 18 anni greco di Atene, anche egli figlio di sportivi. Il padre Apostolos lo segue come un'ombra, coach e manager, la madre, la russa Julia Salnikova è stata una buona giocatrice con discreti risultati nel circuito professionistico Wta. Giocare così bene a 18 anni è raro, eppure i margini di miglioramento sono enormi. Tsisipas, longilineo da 193 centimetri di altezza, ruba l'occhio per l'eleganza dei suoi colpi: splendido rovescio naturale a una mano, continue discese a rete, aggressività innata, palla pesante ma anche straordinaria qualità di tocco sotto rete. Tuttavia l'aspetto che più convince, e che fa ben sperare per il futuro, riguarda la testa: il diciottenne greco appare più maturo dei suoi coetanei, dentro e fuori dal campo, nella gestione del match e nell'atteggiamento.

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