SERIE A

Linea verde e paracadute, il Pescara riduce gli ingaggi

Il monte ingaggi sarà molto più basso. Dalla Lega in arrivo 10 milioni

PESCARA. Il Pescara si prepara alla prossima serie B con alcune certezze e qualche punto interrogativo. Le prime riguardano la costruzione della rosa sulla quale i dirigenti e all’allenatore hanno già le idee chiare. Due giocatori (Proietti e Mancuso) sono già stati acquistati e nell’organico attuale ce ne sono altri diciassette che hanno il contratto anche per la prossima stagione. Inoltre, rientreranno dai prestiti altri ventisei elementi, ma alla maggior parte andrà trovata una nuova sistemazione.

Di sicuro a livello numerico c’è abbondanza e altri interpreti arriveranno alla corte di Zdenek Zeman, soprattutto giovani in rampa di lancio, per tentare una nuova scalata alla A. Coulibaly e Del Sole faranno parte della rosa di Zeman e altri ragazzi sperano in una chiamata del boemo. C’è, tuttavia, un aspetto che condiziona l’equilibrio del prossimo torneo cadetto. Parliamo della ripartizione del cosiddetto “paracadute”. Si tratta del contributo che la Lega di serie A riconosce alle squadre retrocesse in B per evitare che la caduta sia rovinosa dal punto di vista finanziario. Dall’anno scorso il “paracadute” è di 60 milioni di euro che vengono così distribuiti: 25 milioni per le squadre che sono da 3 anni in A; 15 per quelle che sono da 2 anni in serie A e 10 milioni di euro per i club che sono da 1 anno in A. Quest’ultimo è il caso del Pescara che nella prossima stagione avrà 10 milioni. La stessa cifra toccherebbe al Crotone in caso di ritorno in B, mentre al Palermo ne spetterebbero 25. I rimanenti 15 milioni verranno destinati nella stagione 2018-19 solo al club retrocesso con 3 anni di anzianità in serie A, nel caso in cui questo non venga immediatamente promosso nel torneo 2017-18. In pratica, nella situazione attuale, se l’anno prossimo il Palermo dovesse fallire il ritorno in A, nella stagione 2018-19 incasserebbe altri 15 milioni.

Lo stesso discorso vale quest’anno per il Verona. Qualora gli scaligeri non riuscissero a centrare la promozione, dopo i 25 milioni presi per disputare il campionato in corso, ne avrebbero altri 15 per il prossimo torneo. È paradossale, vista la rivalità tra le tifoserie, ma gli sportivi pescaresi dovrebbero augurarsi il ritorno in A del Verona per non rischiare di trovarsi oltre al Palermo un’altra rivale nella corsa alla A con una maggiore capacità finanziaria. Va detto anche che la situazione economica dei siciliani è tutt’altro che florida, però i 25 milioni di paracadute e qualche cessione daranno ossigeno alle casse societarie. Il presidente della Lega B Andrea Abodi ha lottato contro questo sistema di ripartizione per rendere più equilibrato il torneo cadetto, ma la sconfitta alle elezioni per la presidenza della Lega A contro Carlo Tavecchio ha vanificato la sua battaglia. Verrebbe da aggiungere che anche la distribuzione delle risorse nella massima serie andrebbe rivista. Per fare un esempio, quest’anno il Pescara incasserà una cifra vicina ai 23 milioni di euro (la quota esatta, che comprende diritti tv e contributi federali sarà calcolata a fine stagione), circa 10 milioni in meno rispetto all’Empoli. Tali differenze si riflettono sugli allestimenti degli organici e per una neopromossa la salvezza diventa spesso una chimera. Ovviamente la dirigenza biancazzurra avrebbe potuto fare di più sul mercato per competere fino alla fine.

La stagione deludente non cancella gli errori commessi, ma ci sono le basi per ripartire con ambizione. A giugno

molti calciatori con contratti onerosi non saranno più legati al Pescara (Bizzarri, Campagnaro, Muntari, Gilardino, Bahebeck, Caprari, Verre e altri). E sarà più facile programmare la risalita con i dieci milioni del paracadute e meno costi sul bilancio.

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