lega pro

Teramo, troppa grazia: sei gol al Gubbio

Partita chiusa al 33’ con il gol del 3-0 e gli umbri ridotti in dieci. Lasciato l’ultimo posto, la salvezza diretta torna a tre punti

TERAMO. Dei 35 gol segnati finora in campionato il Teramo ne ha fatti 11 (praticamente un terzo) al Gubbio: cinque in Umbria, sei ieri. Il dato statistico è ai limiti del surreale e salta subito agli occhi, ma della strana serata al Bonolis resterà altro. Intanto, per fortuna, i tre punti: che consentono al Teramo di staccarsi dall’ultimo posto e grazie a risultati favorevoli di riavvicinare la sestultima posizione, ora a -3. E poi la spaccatura della tifoseria tra pro e contro Campitelli, rimasta latente per quasi due anni (dai fatti di Savona in poi) e divenuta palese ieri.

Di questo clima particolare leggete a parte. Qui proviamo a parlare di calcio e il primo problema è pesare il valore della vittoria sul Gubbio. Perché la partita non ha avuto storia, praticamente non è esistita: al 33’ il Teramo l’aveva già chiusa sul 3-0 (sbagliando anche un rigore) e il Gubbio, peraltro svagato e inconsistente anche in undici, era rimasto in dieci. Tutto ciò che è accaduto dopo il 3-0 non varrebbe quasi la pena di raccontarlo, il match è diventato una sorta di allenamento del giovedì. Se invece ci si concentra su quanto avvenuto prima, non si può non evidenziare come i biancorossi abbiano approcciato bene la partita. Rispetto al solito ha colpito il ritmo elevato della squadra, schierata con un 4-4-2 classico e capace di verticalizzare pericolosamente oltre una difesa, quella rossoblù, che sfidava la sorte stando alta anche quando non doveva. Le scelte di Ugolotti, a cominciare da quella di Spighi esterno che poteva destare qualche perplessità, sono apparse giuste e la squadra ha giocato con ordine, attenzione e determinazione. Non era facile, visti la classifica e il clima pesante. A sbloccare il match al 13’ è stata una punizione dalla fascia destra guadagnata da Sales e calciata in mezzo da Di Paolantonio: Speranza ha colpito di testa, Volpe ha fatto un miracolo ma sul secondo palo è spuntato il piedone di Caidi che ha ribadito in rete. Il Gubbio ha abbozzato una reazione e al 24’ Casiraghi ha avuto una ghiotta occasione, ma ha ciabattato il tiro da centroarea permettendo a Narciso di parare. Sul capovolgimento di fronte palla lunga, fuga di Spighi verso la porta, intervento in ritardo di Zanchi e rigore che Sansovini ha trasformato per il 2-0. L’allenatore del Gubbio Magi ha fatto un pessimo show contestando le decisioni arbitrali e aizzando i più agitati della tribuna, ma non ha detto “a” al 31’ quando lo sciagurato Zanchi, che aveva appena appoggiato la palla di testa al portiere, ha inspiegabilmente buttato giù Spighi che provava a rubare una sfera irraggiungibile. Secondo rigore, seconda ammonizione per Zanchi. Sansovini dal dischetto stavolta si è fatto ipnotizzare da Volpe, ma sull’angolo il cross di Di Paolantonio ha pescato il piattone volante di Caidi e il 3-0 è arrivato lo stesso. Doppietta del giocatore più difensivo dei biancorossi, roba da stropicciarsi gli occhi.

Da quel momento è cominciata una non-partita che il Teramo ha gestito facilmente, fin troppo visto che nei primi sette minuti della ripresa ha sfiorato il 4-0 tre volte (con un miracolo di Volpe su tentativo di autogol di Petti e un palo da pochi passi di Sansovini) e lo ha trovato con un diagonale chirurgico di Di Paolantonio da posizione defilata, il gesto tecnico più bello della serata. Al 18’ poteva esserci gloria anche per Tempesti, murato però dall’eroico Volpe, e invece sull’angolo c’è stata gloria per capitan Speranza che, tutto solo, ha incornato nell’angolino. A quel punto valzer di sostituzioni, gente che abbandonava in largo anticipo le tribune e un comico autogol di testa di Marini per il 6-0 finale.

Il Teramo è risorto? La tanto attesa svolta è

finalmente arrivata? Impossibile dirlo dopo una partita così. Per ora si possono apprezzare lo spirito con cui ha giocato la squadra e la decisione di Ugolotti di scegliere un sistema più offensivo del 5-3-2 dell’ultimo mese. Due punti di ri-partenza fondamentali.

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