Inglese, il bomber che ama Vasto e adora Ligabue

Dalla gavetta in Lega Pro fino alla tripletta al Sassuolo L’allenatore Maran: «Ha grandi mezzi e la testa giusta»

La riconoscenza, calcisticamente parlando, a quanto pare non è il suo forte. Ne sa qualcosa Eusebio Di Francesco che lo lanciò a Pescara _ era marzo 2010 _ e che domenica è stato impallinato per tre volte da questo ragazzo di 25 anni, Inglese di nome, vastese di fatto. Sì, proprio Roberto Inglese, il centravanti del Chievo che si sta imponendo in serie A. Di lui Ronaldo Maran dice: «Ha grandi mezzi, soprattutto ha la testa giusta». Questione di maturità che gli deriva anche dall'educazione trasmessa dalla famiglia. Non è un ragazzo prodigio, ma ha rischiato di esserlo perché a 18 anni era titolare (in Lega Pro) con il Pescara. Per affermarsi ha dovuto fare la gavetta. Il Pescara, infatti, non ha creduto fino in fondo in questo attaccante dal fisico possente e dotato di grande resistenza alla corsa. Lo ha inserito in uno scambio di mercato, negli ultimi giorni del mercato, e lo ha mandato al Chievo. Da lì a Lumezzane, in Lega Pro. Lì ha trovato il ds Nember che ha creduto in lui. Roberto Inglese ha tenuto botta, non ha mollato, continuando a sgomitare per inseguire il suo sogno. Si è fatto largo combattendo e facendo gol. "ll nostro Zlatan", sostenevano i tifosi che lo hanno accostato a Ibrahimovic. Tre anni con 21 gol, di cui 16 in campionato, all'attivo e, sempre sotto la tutela del Chievo, il salto al Carpi dove è stato uno dei protagonisti della storica promozione in A.

Nell'estate del 2015 la svolta. Lo rivoleva il Carpi, ma non solo. Al Chievo nel frattempo c'è il ds Nember che lo conosce e crede in lui. E' sul punto di essere ceduto quando Maran si oppone e lo trattiene, decidendo di puntare su di lui. A tal punto che a gennaio la società cede Paloschi in Inghilterra, facendogli spazio tra i titolari. Tre gol, non molti. Ma ha la fiducia del tecnico e della società. I compagni lo adorano perché va sempre a cento all'ora in campo. Fuori una sana vita da professionista. «Vedo avverarsi quello che era il mio sogno da bambino, quando giocavo a pallone per la strada o sui campetti di Vasto. Volevo giocare in serie A...», diceva all'epoca al Centro.

Roberto Inglese corre e lotta, ci mette il fisico. Non si risparmia, tanto che il ct Ventura lo chiama per uno stage a Coverciano. Un centravanti di movimento, non un killer dell'area di rigore. Però, è una spugna, apprende tutto, anche la via del gol. E, infatti, in questa stagione eccolo a quota sei, grazie alla prima tripletta in serie A. Che gli regala la ribalta della scena. Tutti lo cercano, lui è un tipo tranquillo, mai una parola fuori posta. Si concede a taccuini e microfoni sempre con il sorriso. Maran se lo coccola: «Questo ragazzo ha un potenziale incredibile, ma soprattutto ha la testa per fare grandissime cose».

Questione di pregi: "Maturità". Perché a volte, avere la famosa testa sulle spalle, può portare a grandi risultati. Domenica potevano essere quattro i gol se avesse trasformato il rigore iniziale. La partita contro il Sassuolo è l'emblema della sua carriera: la grande occasione, la delusione e poi la ripartenza. Sì, perché al Mapei Stadium non si è abbattuto dopo l'errore dal dischetto. Ha continuato come se nulla fosse. E sono arrivati i gol.

E' un anti-personaggio. Un tipo normale, pacato. Semplicissimo. Di sicuro la sua forza, quella famosa "testa" di cui parla Maran. «Come ti vedi tra 20 anni?» gli chiedono. E lui: «A Vasto, a gestire uno stabilimento balneare insieme ai miei amici e alla mia ragazza». Pensieri chiari come i suoi valori. In primis gli amici: «Fabio, Ernesto, Juri, Domenico, Cristian, Alessio e Daniele!».

E poi: «L'estate è fondamentale stare con loro, appena posso torno in Abruzzo». Le vacanze a Vasto, ovvio. «E' il posto che amo più di tutti. Sia in inverno che in estate, quando torno cerco sempre di fare una passeggiata lì. Mi mette serenità». Gli piace Ligabue, cantante preferito ascoltato in loop prima di ogni gara,

con le cuffie. E venera i genitori: «Sono le persone che ammiro di più al mondo». E poi il modello: «Mi piace Higuain, mi sembra la punta più forte del campionato. Giocatore incredibile». Il Napoli, domenica di scena al Bentegodi, è avvisato...

@roccocoletti1

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