di Walter Nerone
PESCARA. «Che bello! Immagino cosa starà succedendo in città. Sembra di essere tornati ai miei tempi. Ma lo meritano, stanno andando davvero alla grande». Per Gian Piero Gasperini, capitano del Pescara del primo Galeone, nonché allenatore tra i più quotati, nonostante la non felice avventura interista, la squadra biancazzurra è l'unica vera novità stagionale. Non solo in B. Il divorzio anticipato dall'Inter gli ha "consentito" di dedicarsi all'aggiornamento professionale, andando a vedere alcuni match e di guardare parecchio calcio in Tv. L'incontro col Pescara è stato fortuito quanto felice. «L'ho visto più volte in Tv», racconta l'ex capitano biancazzurro, «mi ha davvero entusiasmato. Ribalta le situazioni a velocità supersonica, arrivano in porta da tutte le parti. Anche a Torino, pur perdendo, ha mostrato una impostazione di alto livello».
Il tifo pescarese è tornato a cantare la serie A. «La stagione è ancora lunga, ma sinceramente in questo momento non vedo chi possa reggere il confronto con questo Pescara. Ha tutto: qualità tecnica, individualità, e soprattutto un gioco, che è poi il collante che integra e valorizza il lavoro dei singoli». Cultore del collettivo, pur senza condizionare più di tanto le individualità, in questo forse più "galeoniano" che zemaniano, Gasperini ha comunque grandissima stima del boemo. Anche se qualche dispiacere glie l'ha dato. &nb
sp;
Per esempio col Crotone. «Sì, ma nel calcio i dispiaceri
si danno e si prendono. L'importante è uscire dal campo avendo
sempre dato il massimo».
Come dice Zeman, provare a vincerle
tutte sapendo che non è possibile. «Infatti. Lui merita le
soddisfazioni che si sta prendendo, perché è un uomo che ha sempre
lavorato sodo e con coerenza. Zeman dimostra che chi ha idee alla
fine emerge».
Anche senza correggere quasi nulla in tanti anni?
«Quando hai un'idea di calcio che funziona di fatto l'aggiorni
giorno per giorno con il lavoro e secondo la squadra che hai».
Quindi il primo segreto è nel cosiddetto progetto di squadra.
«Sì ma non è un segreto. Se hai idee chiare ti è più facile
scegliere. In questo Zeman è sempre stato bravissimo. In più a
Pescara ha trovato l'ambiente giusto per lavorare come vuole lui».
Squadra giovane e senza assillo dei risultati. «Lui è
bravo a insegnare calcio anche ai meno giovani, sa motivare. Perciò
i risultati li ottiene anche subito. Può aprire un ciclo come il
nostro».
Similitudini con il Pescara anni Ottanta? «Da
fuori difficile giudicare, certo allora tutto nacque un po' per
caso. Poi Galeone è stato bravissimo a esaltare le possibilità di
quell'organico. Avevamo vampate di gioco irresistibili, spesso
anche imprevedibili».
Oggi si va più alla ricerca della
velocità, due tocchi e via. «È un concetto di gioco un po'
diverso dal nostro ma spettacolare ed anche altamente efficace».
Gasperini uomo faro dell'epoca un po' come Cascione oggi.
«Paragoni sulle individualità sono sempre difficili. Cascione
è un ottimo giocatore, ma in verità allora come oggi non ci sono
uomini faro, è l'insieme che valorizza i singoli. Anche se nel
nostro caso Rebonato era il terminale privilegiato del gioco,
mentre adesso i tre davanti arrivano tutti spesso al tiro. Un gioco
che si esalterà sui campi asciutti della primavera. Immagino che
sarà l'Adriatico. Spettacolo al quale non perderò l'occasione di
assistere di persona».
Una rimpatriata prima di chiudere
definitivamente la pagina Inter. «L'Inter per me è già
discorso chiuso. Una brutta pagina, purtroppo. La peggiore della
carriera, che forse avrei dovuto chiudere prima di iniziare il
campionato, così mi sarei reso disponibile anche per questa
stagione». L'amarezza di Gasperini è legata alle vicende di Eto'o,
che voleva tenere, e Palacio, che non gli hanno dato perché si
pensava a Tevez, per non dire di Balotelli. «Storie del passato»,
chiude sbrigativamente Gasperini, «la vita continua. Ho voglia di
tornare a lavorare, ad allenare come piace a me. Di calcio in tv ne
ho visto abbastanza. Anche se divertente, come quello del mio
vecchio Pescara».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
12 febbraio 2012