di Rocco Coletti
PESCARA. Sette attaccanti in campo dall’inizio, nemmeno un gol. Il derby abruzzese della 20ª giornata si è rivelato una mezza delusione. Non ha mantenuto fede alle promesse di spettacolo e di emozioni. Il pari a reti bianche ha premiato la solidità della Virtus Lanciano, certamente non la generosità del Pescara che ha cercato il gol con maggiore convinzione ed insistenza. Ad onor del vero, i biancazzurri il gol l’hanno realizzato, ma l’assistente Deriu ha strozzato l’urlo del gol in gola a Zizzari, al 43’ della ripresa. Colpo di testa vincente del centravanti, ma in posizione di fuorigioco secondo Deriu. Qualcosa in più il Pescara, ma il pareggio rende merito all’organizzazione di gioco della Virtus Lanciano, ottima in fase difensiva. Biancazzurri ancora convalescenti dopo il cambio di allenatore: appena un punto conquistato in due gare casalinghe, una miseria per chi ha ambizioni di vertice. Appena una vittoria nelle ultime dieci partite. La vetta è ancora a quattro punti, ma al primo posto la Reggiana (sei vittorie nelle ultime sette gare) ha affiancato un Verona con il fiatone.
E la sensazione è che questo Pescara, così com’è, non abbia le carte in regola per reggere il confronto. Quello schierato da Eusebio Di Francesco, all’esordio in panchina, è sembrato compatto, certamente più votato al fraseggio, ma ancora una volta poco incisivo. Per carità, meglio rispetto a lunedì sera. Però, le quattro punte in campo hanno tirato poco in porta. C’è tanto da lavorare per l’ex centrocampista della Roma, nella speranza che durante il mercato
la dirigenza riesca ad aggiustare qualche problema strutturale con
interventi efficaci.
La Virtus Lanciano, invece, ha confermato la propria imbattibilità
esterna. Secondo pareggio di fila dopo quello di Verona. Un buon
punto anche se, forse, era lecito attendersi qualcosa in più lì
davanti. Tridente sterile: di tiri in porta nemmeno l’ombra. La
zona play off è ancora lontana. Sarebbe servito un po’ più di
coraggio nel cercare il gol, sfruttando gli spazi lasciati da un
Pescara a trazione anteriore.
Ma il 18º derby di campionato tra le due cugine abruzzesi ha
confermato che nel calcio le reti non sono mai proporzionali agli
attaccanti in campo. Formazione annunciata, quella di Di Francesco
con due mediani, Coletti e Zappacosta, chiamati a supportare
quattro attaccanti. Magari qualcuno fuori ruolo, ma comunque la
scelta del tecnico che ha sostituito l’esonerato Cuccureddu è stata
imposta anche dalle indisponibilità (in primis Bonanni e Tognozzi).
Nella Virtus Lanciano 4-3-3, ma con Simone Masini al posto di
Colussi, nonostante quest’ultimo abbia ben giocato al Bentegodi. La
partita l’ha fatta il Pescara che non è stato fortunato dopo 5’
quando Sansovini ha colpito il palo da buona posizione.
Qualche affanno a destra, ma un po’ alla volta i rossoneri hanno
imbavagliato gli attaccanti avversari. Supremazia territoriale del
Pescara, tanto generoso quanto inconcludente. Fiammata frentana all’
inizio della ripresa con un paio di incursioni che ha messo in
ambasce la retroguardia di casa. Poca roba, però. Finale di marca
biancazzurra con il gol di Francesco Zizzari annullato per
fuorigioco. Le immagini televisive non hanno sciolto il dubbio.
Restano le recriminazioni di un Pescara che non vince dal 13
dicembre scorso (2-1 al Real Marcianise). E che è atteso da un
altro derby, quello di Avezzano contro la Valle del Giovenco. La
Virtus Lanciano, invece, ha portato a casa il risultato positivo
che voleva. E’ una squadra da play off, competitiva sul piano della
forza fisica e della personalità.
18 gennaio 2010