di Paolo Smoglica
PESCARA. Di Luca il giorno dopo le accuse di doping del laboratorio Uci di Parigi va al contrattacco. «Il Cera è una sostanza che conosciamo, da più di un anno. Sappiamo che la positività dura per un mese. E’ da incoscienti usarlo. Sono assolutamente estraneo e ho chiesto di fare le controanalisi in un altro laboratorio oltre a quello francese. Farò il massimo per farlo in un altro laboratorio». Lo ha detto Danilo Di Luca, in esclusiva ai microfoni di Sky Sport 24.
Mercoledì Di Luca, secondo al Giro del Centenario alle spalle del russo Menchov, aveva ricevuto la notizia dall’Uci di essere risultato positivo al Cera, l’Epo di terza generazione. «Un esame non molto chiaro come mi è stato detto da alcuni periti. Controanalisi il 3 agosto? Non so, vediamo - prosegue Di Luca - stiamo cercando di lavorare con i miei periti e con i miei avvocati. Dobbiamo aspettare. Speriamo che la verità venga fuori. Non ho assunto il farmaco, questo farmaco. Sapevo e sappiamo tutti le conseguenze di questo farmaco e per quanto tempo dura la positività. E’ impensabile prenderlo prima del Giro d’Italia e un anno dopo i fatti di Riccò, Piepoli e Rebellin. Una sportiva dell’atletica leggera alle Olimpiadi di Pechino é stata trovata positiva alla stessa sostanza e poi diversamente nelle controanalisi. Confido quindi nelle contronalisi. Ci possono essere margini d’errore. Se le controanalisi saranno positive? La mia reazione sarà che avrò chiuso con il ciclismo: subire una squalifica a 33 anni e con tutto quello che comporta questo sport é difficile tornare alle corse. Non
voglio pensarci».
Di Luca, atleta simbolo dell’Abruzzo, é in prima linea per la
solidarietà alla popolazione colpita dal sisma. «Mi sono messo in
prima persona per il terremoto in Abruzzo - chiude - ho raccolto
molti fondi per la mia regione. E' stato detto che tutto questo é
annullato ma non é così. Tengo alla mia regione e continuerò a far
bene per loro».
Reazioni alla positività di Di Luca arrivano anche dal Tour de
France. Da un ex compagno di squadra della Liquigas, Franco
Pellizotti, che lo aveva battuto nella tappa alla quale Danilo più
tenmeva al Giro: l’ascesa al Block Haus. Il giorno dopo a Silvi il
secondo prelievo che avrebbe rilevato la seconda positività (la
prima il 20 maggio a Moncalieri dopo la vittoria nella
Cuneo-Pinerolo.
«Certe cose fanno male al movimento ciclistico, che subisce colpi
molto violenti quando vengono trovati positivi dei grandi
corridori. E' un grande dispiacere per tutti noi, proprio in una
stagione in cui stavamo dando spettacolo e stavamo parlando solo di
ciclismo». La maglia a pois di miglior scalatore al 96º Tour de
France ha commentato così la presunta positività di Danilo Di
Luca.
Il campione di Spoltore, nel caso in cui le controanalisi
confermeranno la sua positività, sarà costretto a rinunciare al
secondo posto conquistato nell’ultimo Giro d'Italia, al termine del
quale lo stesso Pellizotti si è piazzato terzo. Il corridore della
Liquigas, dunque, potrebbe essere promosso alla piazza d'onore,
proprio alle spalle del vincitore Denis Menchov. «Questo per me, in
questo momento, è l'ultimo pensiero - ha commentato Pellizotti -
piuttosto penso ed a vincere una tappa».
Infine, Danilo Di Luca si é autosospeso dalla carica di
vicepresidente dell’Associazione corridori ciclisti professionisti
italiani (Accpi). Lo si legge in una nota che parla di una
decisione adottata dal ciclista «d’intesa con il consiglio
direttivo dell’Accpi in attesa di conoscere l’esito delle
controanalisi dallo stesso richieste».
24 luglio 2009